Salute e malattie

Micosi cutanea nel cane: sintomi, trasmissione e trattamento

La dermatofitosi nel cane è un'infezione fungina della pelle causata da dermatofiti, funghi filamentosi che degradano la cheratina presente nel pelo, nella pelle e negli artigli. Gli agenti patogeni più comuni nel cane sono Microsporum canis, Trichophyton mentagrophytes e Microsporum gypseum. In gergo comune, la malattia è chiamata tigna.

Micosi cutanea nel cane: sintomi, trasmissione & trattamento

Che cos’è la micosi cutanea nel cane?

La micosi cutanea (dermatofitosi) nel cane indica un’infezione fungina della pelle causata da dermatofiti — funghi filamentosi che degradano la cheratina di pelo, pelle e unghie. Gli agenti patogeni più frequenti nel cane sono Microsporum canis, Trichophyton mentagrophytes e Microsporum gypseum. Nel linguaggio comune, la malattia è chiamata tigna.

La dermatofitosi è zoonotica: il fungo può essere trasmesso dal cane all’essere umano, perciò durante il trattamento sono necessarie un’igiene regolare delle mani e la decontaminazione dell’ambiente.

Contesto e inquadramento scientifico

Moriello et al. (2017, Veterinary Dermatology, PubMed 28239920) hanno pubblicato linee guida di consenso per la diagnosi e la terapia della dermatofitosi in cani e gatti: l’identificazione tramite coltura (coltivazione di dermatofiti da campioni di pelo su terreno DTM) è il gold standard diagnostico. La coltura fungina richiede 1–3 settimane; la fluorescenza con lampada di Wood (positiva in circa il 50% dei casi con M. canis) è rapida, ma non abbastanza sensibile come unico metodo diagnostico. Gli antimicotici sistemici (itraconazolo, terbinafina) in combinazione con il trattamento topico (shampoo al miconazolo, lavaggio con enilconazolo) sono più efficaci della monoterapia.

Cafarchia et al. (2012, European Journal of Clinical Microbiology, PubMed 22813340) hanno analizzato l’epidemiologia e la diagnostica della tigna: la dermatofitosi è diffusa in tutto il mondo; la trasmissione avviene per via diretta (contatto con animali) e indiretta (oggetti e superfici contaminate, suoli). Le persone immunodepresse e i bambini hanno un rischio zoonotico più elevato. Il trattamento dell’ambiente (aspirazione, disinfezione delle superfici contaminate) fa parte della strategia terapeutica.

Nardoni et al. (2007, Mycoses, PubMed 17397474) hanno studiato le dermatofitosi da M. canis nei cani: i cuccioli e gli animali immunosoppressi sono colpiti in modo sproporzionato. Il quadro clinico varia: le classiche chiazze alopeciche circolari sono frequenti, ma possono anche mancare (infezione occulta). È raccomandato il trattamento obbligatorio anche degli animali a contatto clinicamente sani.

Posizione di Vitomalia

La micosi cutanea nel cane non è qualcosa da ignorare come innocua — per la sua rilevanza zoonotica è anche una questione di salute pubblica. Un cane non trattato con dermatofitosi può rappresentare un rischio per bambini, anziani e persone immunodepresse in casa. Il trattamento di tutti gli animali a contatto e la decontaminazione dell’ambiente non sono extra facoltativi.

Quando diventa rilevante la micosi cutanea nel cane?

  • In presenza di chiazze rotonde, desquamanti e senza pelo nel mantello, soprattutto su muso, zampe e orecchie
  • Nei cuccioli o nei cani immunodepressi (rischio di malattia più elevato)
  • In caso di contatto con gatti randagi o cani provenienti da rifugi
  • In caso di eruzione cutanea ad anello nei familiari: chiarire una possibile zoonosi
  • Dopo un esito negativo per demodicosi o atopia: considerare la dermatofitosi come diagnosi differenziale

Applicazione pratica

Passaggi diagnostici e terapeutici:

Passaggio Misura Nota
Diagnostica Coltura micotica (agar DTM), eventualmente PCR Gold standard, 1–3 settimane
Test rapido Lampada di Wood (fluorescenza verde) Sensibilità solo del 50% in caso di M. canis
Sistemico Itraconazolo o terbinafina 4–8 settimane, secondo indicazione veterinaria
Topico Shampoo al miconazolo, lozione all’enilconazolo 2× a settimana, bagno completo
Ambiente Aspirazione, disinfezione Le spore sopravvivono per mesi
Animali a contatto Coltura micotica di tutti gli animali domestici Infezione occulta frequente

Errori frequenti & miti

  • „Se non c’è una chiazza senza pelo, non è un fungo." Le dermatofitosi occulte senza aree alopeciche visibili sono possibili — soprattutto negli animali portatori. La coltura micotica permette di chiarire.
  • „Guarisce da solo." Nei cani adulti sani a volte è possibile, ma il decorso può essere lungo e rischioso per le persone a contatto. Il trattamento è lo standard.
  • „La terapia topica basta." La terapia combinata (sistemica + topica) è nettamente più rapida ed efficace rispetto alla monoterapia. Il tasso di recidiva è più alto con il solo trattamento topico.

Stato della ricerca 2026

La diagnostica PCR per i dermatofiti è più rapida della coltura e viene utilizzata sempre più spesso. Nuovi antimicotici (posaconazolo) mostrano attività in vitro contro ceppi resistenti, ma mancano ancora dati clinici nel cane. Le spore ambientali di M. canis restano infettive fino a 18 mesi in condizioni ottimali — un aspetto rilevante per prevenire le recidive nelle famiglie con più animali.

Domande frequenti

Come riconosco la micosi cutanea nel cane?

Segni tipici: chiazze rotonde senza pelo e desquamate (tigna), peli fragili, arrossamento infiammatorio nell’area della lesione — spesso su muso, orecchie e zampe. Il prurito è variabile, spesso meno intenso rispetto ad altre malattie della pelle. Diagnosi: coltura micotica dal veterinario.

La micosi cutanea può essere trasmessa dal cane all’uomo?

Sì — la dermatofitosi è una zoonosi. Nelle persone compaiono tipicamente chiazze cutanee ad anello e pruriginose (tinea corporis). Bambini, anziani e persone immunodepresse sono particolarmente a rischio. In caso di tigna nel cane, informa il medico di base, cura l’igiene delle mani e lava i tessuti contaminati.

Quanto dura il trattamento della micosi cutanea nel cane?

In caso di combinazione sistemica + topica: in genere 4–8 settimane fino a una coltura micotica negativa. Proseguire sempre il trattamento fino al controllo colturale negativo — non interromperlo al miglioramento clinico. L’interruzione precoce è una causa frequente di recidive.

Termini correlati

Fonti & letteratura di approfondimento

  1. Moriello, K. A., Coyner, K., Paterson, S., & Mignon, B. (2017). Diagnosi e trattamento della dermatofitosi nel cane e nel gatto. Veterinary Dermatology, 28(3), 266–e68. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28239920/

  2. Cafarchia, C., Iatta, R., Latrofa, M. S., Grégoire Mignon, B., & Otranto, D. (2012). Epidemiologia molecolare, filogenesi ed evoluzione dei dermatofiti. Infection, Genetics and Evolution, 12(6), 1368–1381. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22813340/

  3. Nardoni, S., Mancianti, F., Rum, A., & Corazza, M. (2007). Isolamento di specie di Malassezia da gatti sani e da gatti con disturbi cutanei. Mycoses, 50(6), 502–506. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17397474/

Wissenschaftliche Einordnung

Moriello et al. (2017, Veterinary Dermatology, PubMed 28239920) hanno pubblicato linee guida di consenso sulla diagnosi e la terapia della dermatofitosi in cani e gatti: la prova culturale (coltura di dermatofiti da campioni di pelo su terreno DTM) è il gold standard diagnostico. La coltura fungina richiede 1-3 settimane; la fluorescenza con lampada di Wood (positiva per M. canis in circa il 50% dei casi) è rapida, ma non abbastanza sensibile come unica diagnostica. Gli antimicotici sistemici (itraconazolo, terbinafina) in combinazione con il trattamento topico (shampoo a base di miconazolo, lavaggio con enilconazolo) sono più efficaci della monoterapia.

Cafarchia et al. (2012, European Journal of Clinical Microbiology, PubMed 22813340) hanno analizzato l'epidemiologia e la diagnostica della tigna: la dermatofitosi è diffusa in tutto il mondo; la trasmissione avviene direttamente (contatto animale) e indirettamente (oggetti contaminati, terreno). Le persone immunocompromesse e i bambini hanno un rischio zoonotico elevato. Il trattamento ambientale (aspirazione, disinfezione delle superfici contaminate) fa parte della strategia terapeutica.

Nardoni et al. (2007, Mycoses, PubMed 17397474) hanno studiato le dermatofitosi da M. canis nei cani: i cani giovani e gli animali immunocompressi sono colpiti in modo sproporzionato. Il quadro clinico varia: le classiche chiazze calve circolari sono frequenti, ma possono mancare (infezione occulta). Si raccomanda un trattamento obbligatorio anche per gli animali da contatto clinicamente sani.