Alimentazione e nutrienti

Grassi grezzi nel cane: cosa indica il tenore di grassi nell’alimento

Rohfett (englisch: crude fat) ist der analytisch bestimmte Fettgehalt eines Hunderfutters, gemessen durch Ätherextraktion — eine Standardmethode der Futtermittelanalytik. Auf Futteretiketten erscheint Rohfett als Pflichtangabe in Prozent der Frischmasse.

Grasso grezzo nel cane: cosa significa il valore dei grassi nell’alimento

Che cos’è il grasso grezzo nel cane?

Il grasso grezzo (in inglese: crude fat) è il contenuto di grassi di un alimento per cani determinato analiticamente, misurato tramite estrazione con etere — un metodo standard nell’analisi dei mangimi. Sulle etichette degli alimenti per cani, il grasso grezzo compare come indicazione obbligatoria in percentuale sulla massa fresca.

Il grasso è il macronutriente con la maggiore densità energetica: 9 chilocalorie per grammo, più del doppio rispetto a proteine o carboidrati. Il grasso non serve solo a fornire energia, ma trasporta le vitamine liposolubili A, D, E e K, apporta acidi grassi essenziali e influenza in modo significativo la palatabilità dell’alimento.

Contesto e inquadramento scientifico

Il NRC (2006, Nutrient Requirements of Dogs and Cats) definisce il fabbisogno di grassi e di acidi grassi essenziali nel cane: minimo AAFCO per cani adulti: 5,5 % di grassi sulla sostanza secca. Raccomandazione NRC: 21,3 g/1000 kcal di energia metabolizzabile. Acidi grassi essenziali: acido linoleico (LA, Omega-6) con un minimo dell’1,1 % sulla sostanza secca e acido alfa-linolenico (ALA, Omega-3). L’organismo può sintetizzare acido arachidonico (ARA) a partire dal LA ed EPA e DHA a partire dall’ALA — tuttavia in modo poco efficiente, motivo per cui un apporto diretto di EPA/DHA (soprattutto nei cani malati) è vantaggioso. I grassi di origine animale (grasso di pollame, grasso bovino) presentano un’elevata digeribilità.

Fascetti e Delaney (2012, Applied Veterinary Clinical Nutrition) descrivono scenari clinici con diete a contenuto di grassi modificato: la pancreatite acuta richiede una rigorosa restrizione dei grassi — un elevato contenuto di grassi stimola la secrezione degli enzimi pancreatici e peggiora l’infiammazione. Le diete a basso contenuto di grassi (<10 % di grassi grezzi sulla sostanza secca) vengono utilizzate nella gestione a lungo termine della pancreatite cronica e dell’ipertrigliceridemia. Al contrario, i cani con un fabbisogno energetico aumentato (cani da lavoro, femmine in allattamento, cani sottopeso) hanno bisogno di razioni ricche di calorie e di grassi. Il grasso aumenta l’appetibilità dell’alimento — il tipico “odore invitante” del Cibo per cani deriva in gran parte dal contenuto di grassi.

Bauer (2011, Journal of the American Veterinary Medical Association, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22087757/) descrive l’impiego terapeutico degli oli di pesce (acidi grassi Omega-3 EPA e DHA) negli animali da compagnia: EPA e DHA hanno proprietà modulatrici dell’infiammazione, cardioprotettive e neuroprotettive. Indicazioni nel cane: insufficienza renale cronica, cardiopatia (cardiomiopatia dilatativa), infiammazioni articolari (osteoartrite), patologie cutanee. Il dosaggio è decisivo — dosi troppo elevate di olio di pesce possono influenzare la coagulazione del sangue e favorire l’iperlipidemia. Rilevante anche il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 nella razione: ideale da 5:1 a 10:1.

Posizione Vitomalia

I grassi grezzi nell’alimento non sono un valore isolato — conta il contesto: densità calorica della razione complessiva, livello di attività del cane, stato di salute. Razioni ricche di grassi sono sensate per cani attivi; possono essere problematiche per cani in sovrappeso o con patologie pancreatiche. L’olio di pesce come Integratore mirato ha indicazioni comprovate.

Quando diventano rilevanti i grassi grezzi?

  • Controllo del peso: alto contenuto di grassi grezzi = alta densità calorica → rischio di sovrappeso
  • Pancreatite: acuta e cronica → dieta povera di grassi come necessità
  • Ipertrigliceridemia: riduzione dei grassi nella razione
  • Fabbisogno aumentato: cani da lavoro, cuccioli, lattazione, cachessia
  • Integrazione di Omega-3: somministrazione mirata di EPA/DHA in caso di infiammazione, rene, cuore

Applicazione pratica

Contenuto di grassi grezzi nei tipi di alimento più comuni (sostanza secca):

Tipo di alimento Grassi grezzi (sostanza secca) Densità energetica Uso tipico
Dieta povera di grassi 6–10 % bassa Pancreatite, sovrappeso
Crocchette standard Adult 12–18 % media Fabbisogno normale di mantenimento
Alimento ad alta densità energetica 20–30 % alta Cani da lavoro, sport ad alta prestazione
BARF, macinato di manzo 15–25 % alta Variabile a seconda della percentuale di carne

Integrazione di Omega-3 — valori orientativi (EPA+DHA): - Mantenimento del cane sano: 50–75 mg/kg di peso corporeo/giorno - Malattie infiammatorie: 75–100 mg/kg/giorno - Insufficienza renale cronica: fino a 200 mg/kg/giorno (con supervisione veterinaria) - Fonte: olio di pesce (olio di salmone, aringa, krill) — non olio di lino (senza EPA/DHA)

Errori frequenti & miti

  • «Il grasso fa ingrassare — il mangime dovrebbe contenere il meno possibile di grassi grezzi.» Il grasso è essenziale e appetibile. Troppo poco grasso può portare a carenze vitaminiche (A, D, E, K) e a deficit di acidi grassi essenziali. La quantità corretta di grassi dipende dal fabbisogno energetico.
  • «L’olio di lino contiene Omega-3 per il cane.» L’olio di lino contiene ALA (Omega-3 vegetale), ma quasi nessun EPA e DHA. Nel cane il tasso di conversione dell’ALA in EPA/DHA è molto basso — per effetti terapeutici è necessario EPA+DHA direttamente disponibile da olio di pesce.
  • “Il grasso grezzo indicato in etichetta mostra il valore nutrizionale.” Il grasso grezzo è un parametro di analisi chimica — include anche grassi non nutritivi. Per la valutazione sono rilevanti la digeribilità e la composizione degli acidi grassi.

Stato della ricerca 2026

Il ruolo degli acidi grassi essenziali (in particolare EPA/DHA) nell’alimentazione del cane è ben documentato. Le raccomandazioni di dosaggio per l’olio di pesce a uso terapeutico vengono affinate grazie a un numero crescente di studi clinici. La ricerca attuale analizza l’influenza del rapporto Omega-6:Omega-3 sui marcatori dell’infiammazione sistemica nel cane e i livelli ottimali di grassi nelle diete per cani senior, mantenendo al tempo stesso la massa muscolare.

Domande frequenti

Quanto grasso grezzo dovrebbe contenere il Cibo per cani?

Per cani adulti sani: il 12–18 % di grasso grezzo sulla sostanza secca è un valore comune e adeguato al fabbisogno. Diete a basso contenuto di grassi (< 10 %) per cani con patologie pancreatiche o sovrappeso; diete più ricche di grassi (> 20 %) per cani con un fabbisogno energetico aumentato.

Posso dare olio di pesce al mio cane?

Sì — l’olio di pesce (con EPA e DHA) ha un effetto modulante sull’infiammazione dimostrato. Dosaggio: circa 50–100 mg di EPA+DHA per kg di peso corporeo al giorno per cani sani. Dosi terapeutiche più elevate solo su indicazione veterinaria.

Qual è la differenza tra grasso grezzo e acidi grassi essenziali?

Il grasso grezzo è la quantità totale di grassi. Gli acidi grassi essenziali (LA, ALA, EPA, DHA) sono molecole lipidiche specifiche che l’organismo non può produrre autonomamente — sono biologicamente indispensabili. Il solo valore del grasso grezzo non dice nulla sulla qualità degli acidi grassi.

Termini correlati

Fonti & letture di approfondimento

  1. National Research Council (NRC). (2006). Fabbisogni nutrizionali di cani e gatti. National Academies Press. ISBN 9780309086288.

  2. Fascetti, A. J., & Delaney, S. J. (a cura di) (2012). Nutrizione clinica veterinaria applicata. Wiley-Blackwell. ISBN 9780813815688.

  3. Bauer, J. E. (2011). Uso terapeutico degli oli di pesce negli animali da compagnia. Journal of the American Veterinary Medical Association, 239(11), 1441–1451. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22087757/

Wissenschaftliche Einordnung

NRC (2006, Nutrient Requirements of Dogs and Cats) definiert Fettbedarf und essenzielle Fettsäuren beim Hund: AAFCO-Minimum für adulte Hunde: 5,5 % Fett in der Trockenmasse. Empfehlung NRC: 21,3 g/1000 kcal metabolisierbare Energie. Essenzielle Fettsäuren: Linolsäure (LA, Omega-6) mit Minimum 1,1 % TM und Alpha-Linolensäure (ALA, Omega-3). Der Körper kann aus LA Arachidonsäure (ARA) und aus ALA EPA und DHA synthetisieren — allerdings ineffizient, weshalb direkte Zufuhr von EPA/DHA (besonders bei kranken Hunden) vorteilhaft ist. Fett aus tierischen Quellen (Geflügelfett, Rinderfett) weist eine hohe Verdaulichkeit auf.

Fascetti und Delaney (2012, Applied Veterinary Clinical Nutrition) beschreiben klinische Szenarien mit fettmodifizierten Diäten: Akute Pankreatitis erfordert strikten Fettrestriktion — hoher Fettgehalt stimuliert die Pankreas-Enzymsekretion und verschlimmert die Entzündung. Fettarme Diäten (<10 % Rohfett TM) werden als Langzeitmanagement bei chronischer Pankreatitis und Hypertriglyzeridämie eingesetzt. Umgekehrt brauchen Hunde mit erhöhtem Energiebedarf (Arbeitshunde, säugende Hündinnen, untergewichtige Hunde) kalorienreiche, fettreiche Rationen. Fett erhöht die Palabilität des Futters — der typische „leckere Geruch" des Hundefutters stammt zu großem Teil aus dem Fettgehalt.

Bauer (2011, Journal of the American Veterinary Medical Association, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22087757/) beschreibt den therapeutischen Einsatz von Fischölen (Omega-3-Fettsäuren EPA und DHA) bei Begleittieren: EPA und DHA haben entzündungsmodulierende, kardioprotektive und neuroprotektive Eigenschaften. Indikationen beim Hund: chronische Niereninsuffizienz, Herzerkrankung (dilative Kardiomyopathie), Gelenkentzündungen (Osteoarthritis), Hauterkrankungen. Dosierung ist entscheidend — zu hohe Dosierungen von Fischöl können die Blutgerinnung beeinflussen und Hyperlipidämie fördern. Verhältnis Omega-6 zu Omega-3 in der Ration relevant: ideal 5:1 bis 10:1.