Salute e malattie

Otite nei cani: cause, sintomi e classificazione

L'otite è un problema di salute nei cani. A seconda della causa, può essere innocua, richiedere un trattamento o essere urgente.

Cosa significa "otite" nei cani?

L'otite nel cane è un'alterazione infiammatoria del condotto uditivo, definita in medicina veterinaria solitamente come otite esterna (condotto uditivo esterno), otite media (orecchio medio) o otite interna (orecchio interno). La forma più comune è l'otite esterna: colpisce la parte visibile dell'orecchio che si estende dal timpano verso l'esterno e, secondo studi epidemiologici, è tra i cinque motivi più frequenti di visita presso gli ambulatori veterinari per piccoli animali.

I sintomi tipici sono scuotere la testa, grattarsi l'orecchio, odori sgradevoli, arrossamento, secrezioni o una posizione della testa inclinata. Un'infezione all'orecchio raramente costituisce un quadro clinico a sé stante, ma è quasi sempre sintomo di una causa sottostante: questa è la chiave per comprenderla.

Contesto e inquadramento scientifico

Nel 2007 Saridomichelakis et al. hanno pubblicato una revisione molto citata sull’eziologia dell’otite esterna e hanno definito un sistema di classificazione, ancora oggi in uso, che distingue fattori predisponenti, primari, secondari e perpetuanti. Le cause primarie sono fattori scatenanti diretti come allergie, parassiti o corpi estranei. I fattori secondari – per lo più batteri (Staphylococcus, Pseudomonas) o lieviti (Malassezia pachydermatis) – si insediano su tessuti già irritati.

Secondo gli studi più recenti, le allergie rappresentano la causa primaria più frequente: la dermatite atopica e le reazioni alimentari sono responsabili di una percentuale significativa di otiti croniche (Bajwa 2019). Anche le predisposizioni anatomiche hanno un ruolo importante: orecchie pendenti con ventilazione limitata, canali uditivi stretti in alcune razze o eccessiva presenza di peli nel canale.

Da tenere presente: un'otite esterna non trattata può diventare cronica, danneggiare il timpano ed estendersi all'orecchio medio o interno. Ciò può causare disturbi dell'equilibrio, perdita dell'udito o deficit neurologici.

Vitomalia - Posizione

In caso di sospetta otite, consigliamo vivamente di recarsi immediatamente dal veterinario: niente rimedi casalinghi, niente soluzioni detergenti fai da te, niente attese. L'otite è una diagnosi medica che deve essere accertata tramite otoscopia e citologia. Non si tratta di un'esagerazione, ma di quanto previsto dagli attuali standard della medicina veterinaria.

Sconsigliamo vivamente di pulire le orecchie con cotton fioc, alcol, acqua e aceto o altri «rimedi fai da te». Questi metodi possono danneggiare la mucosa, spingere le secrezioni più in profondità nel condotto o aggravare un’otite già in corso. Nota: i contenuti di questo articolo non sostituiscono la diagnosi o il trattamento veterinario.

Quando l'otite nei cani diventa un problema?

Situazioni concrete della vita quotidiana in cui la questione diventa urgente:

  • Scuotere improvvisamente e ripetutamente la testa o grattarsi le orecchie – spesso uno dei primi segnali di allarme
  • Odore sgradevole proveniente dall'orecchio, spesso dolce e rancido (segno della presenza di lieviti) o purulento (batteri)
  • Testa inclinata o sensibilità al tatto quando viene accarezzato
  • Cani con allergia accertata o dermatite atopica – rischio cronicamente elevato
  • Dopo aver nuotato o fatto il bagno: l'umidità nel condotto uditivo come fattore che favorisce il persistere del problema

L'entità dell'infiammazione non può essere determinata in modo affidabile mediante un esame visivo: senza otoscopio non è possibile valutare lo stato del timpano e del canale profondo.

Applicazione pratica

  1. Prendere sul serio i sintomi: in caso di scuotimento della testa, prurito, odori o secrezioni, consultare tempestivamente un veterinario.
  2. Limitare al minimo l'esame manuale: osservare con cautela il padiglione, senza introdurre le dita nel canale.
  3. Prepararsi alla visita dal veterinario: appunti sull'insorgenza dei sintomi, abitudine al bagno, cambiamenti nella dieta, allergie note.
  4. Seguire scrupolosamente il trattamento prescritto: gocce, lavaggi o farmaci sistemici esattamente secondo le istruzioni – l'interruzione della terapia favorisce le recidive.
  5. Aiutare a individuare la causa: in caso di otiti ricorrenti è opportuno ricorrere a una diagnosi per esclusione (vedi dieta di esclusione).
  6. Stabilire una routine di controllo: per i cani a rischio, effettuare controlli visivi regolari e, se necessario, utilizzare una soluzione detergente raccomandata dal veterinario.

Errori comuni e miti

  • «Un po' di sporco nell'orecchio è normale.» In parte è vero, ma eventuali cambiamenti nell'odore, nel colore o nella quantità della secrezione non sono da sottovalutare.
  • "L'olio d'oliva o l'olio di melaleuca sono efficaci." Falso. L'olio di melaleuca può essere tossico, mentre gli oli formano una pellicola sotto la quale gli agenti patogeni si moltiplicano.
  • «Se il cane non si gratta più, significa che è guarito.» L'assenza di sintomi non equivale alla guarigione. Batteri e lieviti possono comunque persistere: portare a termine la terapia.
  • «Le orecchie pendenti causano automaticamente l'otite.» Il rischio è maggiore, sì, ma non è automatico. La gestione della malattia e lo stato allergico sono fattori più determinanti rispetto alla sola anatomia.

Stato dell'arte nel 2026

La dermatologia veterinaria ha compiuto notevoli progressi negli ultimi dieci anni. I recenti documenti di consenso (Bajwa 2019, Paterson 2018) sottolineano l’importanza di una diagnostica strutturata che includa la citologia come standard e l’identificazione delle cause multifattoriali. La resistenza agli antibiotici, soprattutto nel caso dello Pseudomonas aeruginosa, rappresenta un problema crescente e richiede una terapia mirata basata sull’antibiogramma. Ciò che è ben documentato è che le allergie sono la principale causa primaria delle otiti croniche. Ciò che rimane aperto è che gli intervalli di pulizia ottimali e i preparati per i cani a rischio nella vita quotidiana non sono supportati da studi randomizzati su larga scala.

Domande frequenti

Come posso riconoscere tempestivamente un'otite nel cane?

Scuotere spesso la testa, grattarsi l'orecchio, un odore insolito o secrezioni di colore brunastro o purulento sono segni precoci. Anche la sensibilità al tatto sulla testa rientra tra questi sintomi.

Devo pulire le orecchie regolarmente?

Nei cani sani e senza anomalie, la pulizia non è solitamente necessaria. Nei cani a rischio, utilizzare solo prodotti raccomandati dal veterinario e seguire la frequenza concordata.

Un'otite può guarire da sola?

Raro e inaffidabile. Sono possibili miglioramenti spontanei, ma il rischio di cronicizzazione con danni al timpano è reale.

Ci sono razze particolarmente soggette a questa patologia?

Cocker spaniel, labrador, barboncini e bulldog sono le razze più citate negli studi, ma spesso le allergie e lo stile di vita sono fattori più determinanti rispetto alla razza.

Termini correlati

Fonti e bibliografia consigliata

  1. Saridomichelakis, M. N., Farmaki, R., Leontides, L. S. e Koutinas, A. F. (2007). Eziologia dell’otite esterna canina: uno studio retrospettivo su 100 casi. Veterinary Dermatology, 18(5), 341-347.
  2. Bajwa, J. (2019). Otite esterna canina: trattamento e complicanze. Canadian Veterinary Journal, 60(1), 97-99.
  3. Paterson, S. (2018). Alla scoperta delle cause dell'otite esterna. In Practice, 38(Suppl. 2), 7-11.
  4. Zur, G., Lifshitz, B. e Bdolah-Abram, T. (2011). La correlazione tra le caratteristiche morfologiche, le cause più comuni dell’otite esterna canina e gli agenti patogeni. Journal of Small Animal Practice, 52(5), 254-258.
  5. Nuttall, T. (2016). Gestione efficace dell'otite esterna. In Practice, 38(Suppl. 2), 17-21.
Wissenschaftliche Einordnung

MSD/Merck Veterinary Manual; diagnostica veterinaria come quadro di riferimento