Cosa significa avere la diarrea nei cani?
La diarrea nel cane (termine medico: diarrea) indica un cambiamento nella consistenza delle feci, che diventano molli, pastose o acquose, spesso accompagnato da un aumento della frequenza o della quantità delle feci. La diarrea non è una malattia in sé, ma un sintomo: la risposta del tratto gastrointestinale a una serie di possibili fattori scatenanti, che vanno da un innocuo cambio di alimentazione a gravi infezioni.
Dal punto di vista tecnico, la diarrea nei cani viene classificata in base alla durata (acuta se inferiore a 14 giorni, cronica a partire da 3 settimane) e alla localizzazione (diarrea dell’intestino tenue vs. dell’intestino crasso). Questa distinzione è fondamentale ai fini diagnostici, poiché le cause, la gravità e gli approcci terapeutici differiscono in modo sostanziale. Avviso importante: questo articolo non sostituisce la diagnosi veterinaria. In caso di diarrea persistente o sanguinolenta, nei cuccioli, negli anziani o nei cani debilitati, la diarrea deve essere trattata da un veterinario.
Contesto e inquadramento scientifico
Hall e German (2014) descrivono nel loro capitolo del manuale, ampiamente citato, dedicato alla diarrea canina quattro meccanismi fisiopatologici: diarrea osmotica (ad es. intolleranza alimentare), diarrea secretoria (ad es. tossine batteriche), diarrea infiammatoria (ad es. IBD) e diarrea da motilità. La distinzione tra diarrea dell'intestino tenue e dell'intestino crasso avviene clinicamente in base alla frequenza, alla quantità e alla presenza di muco e sangue.
Negli ultimi anni il corpus di studi sulla ricerca sul microbioma si è notevolmente ampliato. Suchodolski (2022) dimostra che la disbiosi intestinale – ovvero un’alterazione della composizione della flora intestinale – può essere sia la conseguenza che la causa di disturbi diarroici cronici. L'indice di disbiosi è ormai uno strumento diagnostico consolidato. Secondo Volkmann et al. (2017), tra le cause più frequenti di diarrea acuta figurano il cambio di alimentazione, l'indiscrezione alimentare, lo stress, i parassiti (in particolare la Giardia) e le infezioni virali come il parvovirus canino.
Vitomalia - Posizione
Noi di Vitomalia consideriamo la diarrea nei cani un sintomo da prendere sul serio, non una sciocchezza che si può risolvere con rimedi casalinghi. Raccomandiamo un chiaro schema di gestione graduale: decorso breve, cane insolitamente attivo, assenza di sangue e di sintomi associati – osservare, somministrare cibo leggero, garantire l'apporto di acqua. Qualsiasi caso che esuli da questi criteri deve essere valutato dal veterinario. Ci opponiamo espressamente a: consigli generici provenienti dai social media, digiuni prolungati senza indicazione veterinaria e automedicazione con antibiotici, che contribuisce allo sviluppo di resistenze e danneggia il microbioma.
Quando la diarrea nei cani diventa un problema?
È obbligatorio recarsi immediatamente dal veterinario in caso di: feci sanguinolente o nere, vomito persistente, apatia, febbre, disidratazione evidente (test della piega cutanea), dolori addominali o dolorabilità alla palpazione. Per i cuccioli di età inferiore ai sei mesi, i cani anziani e gli animali con patologie pregresse vale il principio: meglio una volta di troppo che una volta di meno. Anche nei cani con diarrea cronica o ricorrente è opportuno effettuare un accertamento sistematico con dieta di eliminazione, esame delle feci e, se necessario, endoscopia.
Applicazione pratica
- Triage: valutare lo stato generale, l'assunzione di liquidi e i sintomi associati. In caso di dubbio, contattare immediatamente il veterinario.
- Dieta leggera solo dopo una breve pausa: per i cani adulti in buona salute, 12 ore di digiuno (non per i cuccioli!), poi pollo bollito con riso o alimenti dietetici commerciali come i/d o Sensitivity Control.
- Garantire l'idratazione: offrire acqua in modo costante. In caso di rifiuto, consultare un veterinario: potrebbe essere necessaria una flebo.
- Raccolta del campione di feci: mettere le feci fresche in un contenitore pulito e portarle dal veterinario in un contenitore refrigerato – spesso si evita così una visita di controllo.
- Probiotici mirati: alcuni studi (Schmitz e Suchodolski 2016) dimostrano gli effetti positivi di determinati ceppi, ma non si tratta di una panacea.
- Ripristino dell'alimentazione: ritorno graduale alla dieta abituale nell'arco di 5-7 giorni, per evitare nuove irritazioni.
Errori comuni e miti
- "Un episodio di diarrea non è nulla di grave." Nei cuccioli o nelle razze di piccola taglia, un giorno di diarrea accompagnata da vomito può causare una disidratazione potenzialmente letale.
- "L'Imodium è efficace." Il loperamide può essere problematico nei cani (soprattutto in caso di deficit del gene MDR1 nei collie e nelle razze affini). Non somministrarlo mai senza le indicazioni del veterinario.
- "Cola e salatini, come per gli umani." Non funziona con i cani ed è semplicemente sbagliato.
- «Il mio cane ha semplicemente mangiato qualcosa che non doveva.» È possibile. Ma potrebbe anche trattarsi di parvovirosi, giardiasi o ingestione di un corpo estraneo. La diagnosi differenziale spetta al veterinario.
- «La diarrea è un processo di purificazione.» Un'idea che non ha alcun fondamento medico. La diarrea prolungata danneggia la mucosa e provoca squilibri elettrolitici.
Stato dell'arte nel 2026
Le evidenze scientifiche relative alla diarrea canina sono solide per quanto riguarda la diagnostica e la terapia acuta. Consenso: consultazione tempestiva del veterinario in presenza di segnali di rischio, uso restrittivo degli antibiotici (principio One Health), protezione del microbioma tramite probiotici mirati e diete specifiche. Le questioni aperte riguardano la composizione ottimale delle diete gastrointestinali, gli effetti a lungo termine del trapianto di microbiota fecale (FMT) e i marcatori genetici per le enteropatie croniche. I primi dati (Chaitman et al. 2020) suggeriscono che l'FMT possa essere più efficace degli antibiotici nella diarrea emorragica acuta.
Domande frequenti
Quando devo portare il mio animale dal veterinario in caso di diarrea?
In caso di sangue, apatia, vomito, febbre, cuccioli, durata prolungata (oltre 24-48 ore) o sintomi associati, recarsi immediatamente dal veterinario. In caso di dubbio, sempre.
Cosa posso dare da mangiare in caso di diarrea acuta?
Dopo una breve pausa alimentare, introdurre gradualmente: pollo bollito con riso o una dieta gastrointestinale pronta all’uso. Niente di grasso, niente di crudo.
I probiotici sono utili?
Alcune varietà hanno dimostrato la loro efficacia, ma non sono una panacea. È consigliabile consultare il veterinario piuttosto che ricorrere a prodotti da farmacia.
Lo stress può causare la diarrea?
Sì. Lo stress influisce in modo misurabile sulla motilità intestinale e sul microbioma. In caso di diarrea ricorrente causata dallo stress, è consigliabile ricorrere all’assistenza di un terapeuta comportamentale.
Termini correlati
- Vomito nel cane
- Dieta di eliminazione
- Giardia
- Intolleranza alimentare
- microbioma
- Lo stress nei cani
- Ectoparassiti
Fonti e bibliografia consigliata
- Hall, E. J. e German, A. J. (2014). Malattie dell’intestino tenue. In: Manuale di medicina interna veterinaria, 8ª ed., 1516-1564.
- Suchodolski, J. S. (2022). Analisi del microbioma intestinale nei cani e nei gatti. Veterinary Clinical Pathology, 50(S1), 6-17.
- Schmitz, S., & Suchodolski, J. (2016). Comprensione del microbiota intestinale canino e della sua modifica mediante pro-, pre- e sinbiotici. Veterinary Medicine and Science, 2(2), 71-94.
- Chaitman, J., Ziese, A.-L., et al. (2020). Profili microbici e metabolici fecali nei cani con diarrea acuta sottoposti a trapianto di microbiota fecale o a trattamento con metronidazolo per via orale. Frontiers in Veterinary Science, 7, 192.
- Volkmann, M., Steiner, J. M., Fosgate, G. T., et al. (2017). Diarrea cronica nei cani – Studio retrospettivo su 136 casi. Journal of Veterinary Internal Medicine, 31(4), 1043-1055.


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