Il gioco dello strattone con il cane: utile o fonte di dominanza?
Il gioco dello strattone con il cane: utile o fonte di dominanza?
Che cos'è lo "zerrspiel" nei cani?
Il gioco del tiro alla fune (tug-of-war) è un’attività interattiva in cui cane e proprietario tirano insieme un giocattolo. Questo gioco stimola la catena motivazionale della caccia del cane — in particolare la fase di presa della preda e quella di strappo della sequenza predatoria — e genera un’intensa eccitazione, uno sforzo fisico e un’attivazione emotiva. Il gioco del tiro alla fune è una delle forme di gioco più naturali e soddisfacenti per i cani.
Il gioco di lotta è stato a lungo considerato "un fattore che favorisce la dominanza" ed è stato rifiutato dagli addestratori, con la motivazione che in questo modo il cane imparasse a "sconfiggere" l'uomo. Studi scientifici hanno chiaramente smentito questa ipotesi: è il modo in cui si gioca, non il gioco in sé, a determinarne gli effetti.
Contesto + inquadramento scientifico
Rooney e Bradshaw (2002, Applied Animal Behaviour Science) hanno studiato sperimentalmente come il gioco del tiro alla fune influenzi il rapporto tra uomo e cane: i cani che praticavano regolarmente il gioco del tiro alla fune con i propri proprietari non mostravano né una maggiore aggressività né un cambiamento nell’obbedienza nei confronti del proprietario. Il gioco del tiro alla fune — indipendentemente dal fatto che il cane "vincesse" o "perdesse" — ha rafforzato il legame e aumentato la disponibilità alla cooperazione. Lasciarlo vincere non ha avuto alcun effetto negativo sul comportamento.
Rooney e Bradshaw (2003, Journal of Applied Animal Welfare Science, PubMed 12964775) hanno studiato in modo specifico la relazione tra il gioco del tiro alla fune e la dominanza: non è emersa alcuna correlazione tra l’esito del gioco (chi vince) e il rapporto di dominanza o il comportamento di attaccamento. I cani che giocavano spesso a tirare la corda mostravano maggiore attenzione e un comportamento di iniziativa di gioco più forte nei confronti del proprietario. La teoria della dominanza alla base del divieto di giocare a tirare la corda non trova alcun fondamento empirico.
Bauer e Smuts (2007, *Animal Behaviour*) hanno analizzato la cooperazione e la competizione nel gioco a coppie tra cani: l’autolimitazione (il compagno di gioco più forte modera la propria forza) e l’inversione dei ruoli sono caratteristiche tipiche dell’equità nel gioco tra cani — anche nel gioco del tiro alla fune tra cane e uomo. Il gioco del tiro alla fune viene vissuto dai cani come un'attività cooperativa se le regole (pause, cambi di direzione) vengono rispettate da entrambe le parti.
Vitomalia - Posizione
Il divieto di giocare a tirare con i cani è un retaggio di una teoria della dominanza ormai superata e priva di fondamento scientifico. Il gioco del tirare è fisicamente e mentalmente appagante, rafforza il legame e permette al cane di incanalare e sfogare in modo sicuro la propria energia istintiva. Se praticato correttamente, è una delle attività più preziose per i cani attivi.
Quando diventa importante il gioco di trazione?
- Cani molto motivati e pieni di energia che non vengono sufficientemente stimolati
- Come stimolo aggiuntivo durante l'addestramento (la motivazione data dal gioco è superiore a quella data dal cibo)
- Come attività di gruppo per rafforzare i legami
- Cani con un forte istinto predatorio (retriever, malinois, terrier)
- Come alternativa controllata ai giochi sfrenati e incontrollati
- Riabilitazione: esercizi di stiramento come stimolo al movimento dopo un infortunio (adattato)
Applicazione pratica
Requisiti per un buon gioco di trazione:
| Caratteristica | Requisito |
|---|---|
| Giocattoli | Corda resistente o giocattolo da traino, sufficientemente lunga (a una certa distanza dalla mano) |
| "Basta" o "Lascia perdere" | Un rilascio affidabile al segnale: un requisito fondamentale per un gioco sicuro |
| Stagione | 2–5 minuti, poi una pausa — evitare l'eccessiva eccitazione |
| Regola del Papa | Al segnale ci si ferma, il cane si calma, poi si riprende |
| contatto tra i denti | Interruzione automatica quando i denti entrano in contatto con la pelle o gli indumenti |
Avviare e terminare il gioco: 1. Il cane si siede/aspetta — Il gioco inizia al segnale del proprietario 2. Gioco intenso con cambi di direzione e sequenze di scatti brevi 3. Segnale di pausa: tenere fermo il giocattolo, il cane lo lascia andare 4. Breve pausa — poi ricominciare o terminare 5. Conclusione: i giocattoli restano al proprietario (non vengono lasciati in modo permanente al cane)
Attrezzatura necessaria: - Guinzaglio in robusto tessuto in pile (materiale morbido da mordere, lunghezza sufficiente) - Giocattoli da traino con anello da masticare + impugnatura (ad es. per l'addestramento dei cani da difesa) - Non usare giocattoli rigidi da tirare (rischio di frattura dei denti)
Errori comuni e miti
- «Se il cane vince, pensa di essere il capo». Smentito scientificamente: non esiste alcun nesso tra l’esito del gioco del tiro alla fune e il comportamento dominante. Lasciarlo vincere aumenta la sua motivazione al gioco e non danneggia il rapporto.
- «Il gioco del tiro alla corda rende i cani aggressivi.» Il gioco del tiro alla corda con regole chiare (segnale di stop, regola del contatto dentale) non aumenta l'aggressività. Il gioco del tiro alla corda incontrollato, praticato in modo eccessivamente eccitato e senza pause può aggravare i problemi di gestione dell'eccitazione: ciò non dipende dal tipo di gioco, ma dalla mancanza di struttura.
- «È solo per cani sportivi.» Il gioco di tiro è adatto a qualsiasi cane in buone condizioni fisiche. L'intensità e la durata vengono adattate all'età e alla forma fisica dell'animale.
Stato dell'arte nel 2026
La teoria della dominanza alla base del divieto di giocare a tirare non è scientificamente sostenibile. Le ricerche attuali sulla qualità del gioco si concentrano sulla gestione dell’eccitazione (regolazione dell’eccitazione) e sulla motivazione data dai giocattoli come rinforzi nell’addestramento. Nello sport cinofilo e nella difesa, il gioco di trazione è affermato come principale rinforzo ludico. Clinicamente rilevante: il gioco di trazione deve essere adattato per i cani con malattie articolari o problemi dentali/mascellari — tenere conto delle limitazioni fisiche.
Domande frequenti
Il gioco dello strattone è pericoloso per i denti del mio cane?
Se si utilizzano giocattoli morbidi adatti (pile, gomma morbida) e si adotta la tecnica corretta: no. I giocattoli rigidi da tirare comportano il rischio di fratture dentali. Non tirare mai con scatti bruschi: è preferibile effettuare movimenti di trazione regolari.
Posso lasciare che il mio cane vinca sempre quando giochiamo a tirare la corda?
Sì — gli studi scientifici non evidenziano alcun effetto negativo. Lasciare che il bambino vinca aumenta la sua motivazione a giocare. L’elemento fondamentale è che il giocattolo rimanga al proprietario alla fine (controllo sull’inizio e sulla fine).
Da quando posso giocare a tirare la corda con il mio cucciolo?
A partire dalle 12-16 settimane circa è possibile iniziare a giocare moderatamente a tirare. Adattare l'intensità e la forza di trazione allo sviluppo muscolare e dentale del cucciolo — prestando particolare attenzione a essere delicati durante la fase di cambio dei denti (3-7 mesi).
Termini correlati
- Il comportamento ludico nei cani
- Incitamento al gioco nel cane
- Addestramento alla trazione per cani
- Accessori per cani
- Attivazione nei cani
Fonti e bibliografia consigliata
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Rooney, N. J., & Bradshaw, J. W. S. (2002). Uno studio sperimentale sugli effetti del gioco sul rapporto cane-uomo. Applied Animal Behaviour Science, 75(2), 161–176. https://doi.org/10.1016/S0168-1591(01)00192-7
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Rooney, N. J., & Bradshaw, J. W. S. (2003). Legami tra il gioco e le dimensioni di dominanza e attaccamento nelle relazioni cane-uomo. Journal of Applied Animal Welfare Science, 6(1), 67–94. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12964775/
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Bauer, E. B., & Smuts, B. B. (2007). Cooperazione e competizione durante il gioco diadico nei cani domestici, Canis familiaris. Animal Behaviour, 73(3), 489–499. https://doi.org/10.1016/j.anbehav.2006.09.006