Salute e malattie

Ehrlichiosi nel cane: sintomi, diagnosi e trattamento

L'ehrlichiosi è una malattia infettiva trasmessa dalle zecche, causata da batteri del genere Ehrlichia. La forma più comune nel cane è l'ehrlichiosi monocitica canina (CME), causata da Ehrlichia canis e trasmessa principalmente dalla zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus).

Ehrlichiosi nel cane: sintomi, diagnosi e trattamento

Che cos’è l’ehrlichiosi nel cane?

L’ehrlichiosi è una malattia infettiva trasmessa dalle zecche, causata da batteri del genere Ehrlichia. La forma più frequente nel cane è la ehrlichiosi monocitica canina (CME), causata da Ehrlichia canis — trasmessa soprattutto dalla zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus).

E. canis non è autoctona in Germania, ma rappresenta un riscontro rilevante nei cani importati o portati con sé dall’area mediterranea, dal Medio Oriente o dall’Europa sudorientale. Con l’aumento dei viaggi e delle importazioni, l’ehrlichiosi viene diagnosticata più spesso anche in Germania.

Contesto e inquadramento scientifico

Neer et al. (2002, Journal of Veterinary Internal Medicine, PubMed 12144863) hanno pubblicato le linee guida di consenso ACVIM sulle malattie da Ehrlichia: il decorso della malattia presenta tre fasi — acuta (febbre, letargia, trombocitopenia, 1–4 settimane dopo l’infezione), subclinica (spesso senza sintomi, da mesi ad anni) e cronica (insufficienza del midollo osseo, grave trombocitopenia, emorragie). La fase cronica ha la prognosi peggiore; il riconoscimento precoce nella fase acuta è decisivo.

Harrus e Waner (2011, Veterinary Journal, PubMed 21237686) hanno descritto una panoramica diagnostica per la CME: i test sierologici (ELISA, IFA) sono sensibili, ma nei primi 7–10 giorni dopo l’infezione possono risultare falsamente negativi — la formazione degli anticorpi richiede tempo. La PCR è più sensibile nella fase iniziale. Quadro clinico + risultato sierologico + emocromo (la trombocitopenia è caratteristica) costituiscono la triade diagnostica.

Diniz e Breitschwerdt (2012, Infectious Diseases of the Dog and Cat, Elsevier) hanno descritto patogenesi e terapia: la doxiciclina è il trattamento di elezione (25 mg/kg/giorno, per almeno 28 giorni). Il miglioramento clinico si osserva spesso già dopo 24–48 ore — in caso di sospetto, un avvio rapido della terapia nei cani clinicamente colpiti è giustificato, senza attendere la conferma sierologica.

Posizione di Vitomalia

L’ehrlichiosi è una delle malattie in cui l’anamnesi di viaggio è decisiva. Un cane proveniente dall’area mediterranea con trombocitopenia e febbre ha un’ehrlichiosi fino a prova contraria. Chi non propone questo screening come standard rischia di perdere diagnosi. In caso di acquisto o adozione di un cane dall’estero: è consigliato uno screening per l’ehrlichiosi subito dopo l’ingresso nel Paese.

Quando diventa rilevante l’ehrlichiosi nel cane?

  • Nei cani provenienti da Paesi mediterranei, Turchia, Medio Oriente o dopo un viaggio in queste aree
  • In caso di trombocitopenia, febbre e letargia di causa sconosciuta
  • In presenza di tendenza al sanguinamento (epistassi, petecchie) senza causa evidente
  • Negli screening dopo viaggi: testare insieme a leishmaniosi e borreliosi
  • Nei cani importati dall’Europa orientale, Romania, Spagna, Grecia

Applicazione pratica

Fasi cliniche della CME:

Fase Durata Sintomi Successo terapeutico
Acuta 1–4 settimane Febbre, letargia, trombocitopenia, linfoadenopatia Molto buono
Subclinica Mesi–anni Spesso senza sintomi Buono
Cronica Persistente Insufficienza midollare, emorragie gravi, edema Limitato

Algoritmo diagnostico: 1. Anamnesi: provenienza, viaggi, contatto con zecche 2. Emocromo: trombocitopenia caratteristica 3. Sierologia (ELISA/IFA): positiva dal giorno 7–10 dopo l’infezione 4. PCR nella fase iniziale o in caso di incertezza sierologica 5. Inizio della terapia con doxiciclina anche in caso di sospetto — attendere la conferma diagnostica non è necessario in presenza di un quadro clinico compatibile

Errori frequenti & miti

  • „Il cane è stato in Spagna, ma 3 anni fa." L’ehrlichiosi può avere un decorso subclinico per anni e diventare sintomatica solo nella fase cronica. La distanza temporale dal viaggio non esclude la CME.
  • „La trombocitopenia è rara — non devo fare il test per Ehrlichia." Nei cani provenienti dall’area mediterranea, la trombocitopenia va considerata ehrlichiosi fino a prova contraria — questa diagnosi differenziale deve essere esclusa attivamente.
  • „La doxiciclina fa più danni che benefici." La doxiciclina nell’ehrlichiosi ha pochi effetti collaterali ed è altamente efficace. Ritardare la terapia, invece, aumenta in modo significativo il rischio di decorso cronico.

Stato scientifico 2026

In Germania l’ehrlichiosi è in aumento a causa dei cani importati e dei cani che viaggiano. I test rapidi (test SNAP) per gli anticorpi contro Ehrlichia sono ampiamente disponibili. La diagnostica PCR migliora la sensibilità nella fase iniziale. In prevenzione: la protezione contro le zecche con principi attivi ad alta efficacia (isossazoline) riduce in modo affidabile il rischio di trasmissione — un aspetto importante per i cani che viaggiano nell’area mediterranea.

Domande frequenti

Come riconosco l’ehrlichiosi nel cane?

Febbre, letargia, inappetenza, tendenza al sanguinamento (epistassi, petecchie) e perdita di peso — soprattutto nei cani con anamnesi legata all’area mediterranea. La trombocitopenia all’emocromo è caratteristica. Test sierologico ed eventualmente PCR confermano la diagnosi.

Come si tratta l’ehrlichiosi nel cane?

La doxiciclina (25 mg/kg/giorno, per almeno 28 giorni) è il trattamento di prima scelta. Il miglioramento clinico si osserva spesso entro 24–48 ore. In caso di trombocitopenia grave, possono essere necessari trasfusione di sangue e terapia di supporto. Un inizio precoce della terapia aiuta a prevenire l’evoluzione cronica.

L’ehrlichiosi è trasmissibile all’essere umano?

Ehrlichia canis non è trasmissibile direttamente dal cane all’essere umano — anche nell’uomo la via di trasmissione è la zecca. I cani infetti non rappresentano un rischio zoonotico diretto, ma devono essere sottoposti a un controllo accurato delle zecche.

Termini correlati

Fonti & letture di approfondimento

  1. Neer, T. M., Breitschwerdt, E. B., Greene, R. T., & Lappin, M. R. (2002). Dichiarazione di consenso sulla malattia ehrlichiale dei piccoli animali dell’Infectious Disease Study Group dell’ACVIM. Journal of Veterinary Internal Medicine, 16(3), 309–315. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12144863/

  2. Harrus, S., & Waner, T. (2011). Diagnosi dell’ehrlichiosi monocitotropica canina (Ehrlichia canis): una panoramica. Veterinary Journal, 187(3), 292–296. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21237686/

  3. Diniz, P. P. V. P., & Breitschwerdt, E. B. (2012). Ehrlichiosi monocitotropica canina e neorickettsiosi. In C. E. Greene (Ed.), Malattie infettive del cane e del gatto (4ª ed., pp. 227–238). Elsevier Saunders. ISBN 9781416070382.

Wissenschaftliche Einordnung

Neer et al. (2002, Journal of Veterinary Internal Medicine, PubMed 12144863) hanno pubblicato le linee guida di consenso dell'ACVIM sulle malattie da Ehrlichia: il decorso della malattia presenta tre fasi: acuta (febbre, letargia, trombocitopenia, 1-4 settimane dopo l'infezione), subclinica (spesso asintomatica, da mesi a anni) e cronica (insufficienza del midollo osseo, trombocitopenia grave, sanguinamento). La fase cronica ha la prognosi peggiore; la diagnosi precoce nella fase acuta è cruciale.

Harrus e Waner (2011, Veterinary Journal, PubMed 21237686) hanno descritto una panoramica diagnostica per la CME: i test sierologici (ELISA, IFA) sono sensibili, ma possono essere falsi negativi nei primi 7-10 giorni dopo l'infezione, poiché la formazione di anticorpi richiede tempo. La PCR è più sensibile nella fase precoce. Il quadro clinico + i risultati sierologici + l'emocromo (la trombocitopenia è caratteristica) costituiscono la triade diagnostica.

Diniz e Breitschwerdt (2012, Infectious Diseases of the Dog and Cat, Elsevier) hanno descritto la patogenesi e la terapia: la doxiciclina è il farmaco di scelta (25 mg/kg/die, per almeno 28 giorni). Il miglioramento clinico si osserva spesso già dopo 24-48 ore: un rapido inizio della terapia in caso di sospetto (senza attendere la conferma sierologica) è giustificato nei cani clinicamente colpiti.