Cherry eye nel cane: come riconoscere il prolasso della ghiandola della membrana nittitante
Che cos’è il «cherry eye» nei cani?
Il "cherry eye" (prolasso della ghiandola nictitante) è la fuoriuscita della ghiandola lacrimale della terza palpebra dalla sua posizione normale. La ghiandola prolassa oltre il bordo della cartilagine della palpebra nictitante e appare come un nodulo rotondo, carnoso e rossastro nell'angolo mediale dell'occhio (angolo interno dell'occhio) — caratteristicamente simile a una ciliegia rossa, da cui il termine inglese.
Il «cherry eye» non è una patologia della ghiandola stessa, bensì un’anomalia di posizione: il tessuto connettivo che fissa la ghiandola alla periorbita è troppo debole o si lacera, causando il ribaltamento della ghiandola verso l’esterno. La ghiandola è intatta e funzionante; pertanto, l’obiettivo terapeutico è proprio la sua conservazione.
Contesto + inquadramento scientifico
Gelatt (2013, Veterinary Ophthalmology, 5ª ed.) descrive l'anatomia e la patogenesi: la ghiandola nictitante (ghiandola di Harder) produce circa il 30-35% del film lacrimale precorneale nel cane. Il suo fissaggio alla periorbita tramite legamenti retinoculari è geneticamente debole in alcune razze — una predisposizione che può manifestarsi anche bilateralmente. Razze predisposte: Cocker Spaniel, Bulldog inglese, Beagle, Lhasa Apso, Boston Terrier, Rottweiler, Shar Pei. Il prolasso non trattato porta a esposizione cronica, secchezza, congiuntivite secondaria e fibrosi della ghiandola.
Mazzucchelli et al. (2012, Veterinary Record, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22438310/) hanno condotto uno studio retrospettivo su 155 casi in un arco di 8 anni: i Cocker Spaniel e le razze brachicefale erano sovrarappresentati. Nel 38% dei casi si è sviluppato un prolasso bilaterale. La tecnica a tasca (tecnica di Morgan) ha mostrato il tasso di recidiva più basso (circa il 12%). La rimozione delle ghiandole era associata a un aumento significativo dell'incidenza di cheratocongiuntivite secca (occhio secco).
Kaswan e Martin (1985, Journal of the American Veterinary Medical Association, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/4038375/) hanno descritto il metodo chirurgico di riposizionamento con inclusione della ghiandola in una tasca congiuntivale (tecnica «Pocket»): la ghiandola viene riposizionata posteriormente e fissata mediante sutura congiuntivale, senza essere asportata. Questa tecnica è alla base dell'attuale standard chirurgico e preserva la funzione delle ghiandole lacrimali.
Vitomalia - Posizione
Il «cherry eye» deve essere riposizionato, mai rimosso. Questa ghiandola produce oltre il 30% del film lacrimale. La sua rimozione aumenta il rischio di cheratocongiuntivite secca (occhio secco), una patologia cronica e dolorosa che richiede l’uso di colliri per tutta la vita. Il riposizionamento chirurgico eseguito da un veterinario esperto in oftalmologia è l’unico trattamento conforme alle linee guida.
Quando si manifesta il "cherry eye"?
- Nodulo rosso e carnoso nell'angolo interno dell'occhio — su un occhio solo o su entrambi
- Razze predisposte (Bulldog, Cocker Spaniel, Beagle, Boston Terrier)
- Occhio arrossato, aumento della lacrimazione o sfregamento dell'occhio
- I cani giovani sono più spesso colpiti (di età inferiore ai 2 anni)
- Recidiva dopo riduzione spontanea (fissazione incompleta)
Applicazione pratica
Confronto tra metodi chirurgici:
| Metodo | Principio | tasso di recidiva | Raccomandazione |
|---|---|---|---|
| Tecnica Pocket (Morgan) | Ghiandola suturata nella tasca congiuntivale | circa il 12% | standard di riferimento |
| Tecnica di ancoraggio (Kaswan) | Ghiandola fissata alla periorbita | 5–15% | Alternative |
| Intreccio (Raffnaht) | Rafforzamento della congiuntiva cartilaginea | circa il 15–20% | Meno diffuso |
| Asportazione di una ghiandola | Asportazione della ghiandola | — | Controindicato |
Assistenza post-operatoria: - Collare elettrico per 10-14 giorni: niente sfregamenti, niente graffi - Collirio (antibiotico + corticosteroide) per 2–3 settimane - Controllo del contatore dopo 7-10 giorni - A lungo termine: controllare la produzione lacrimale (test di Schirmer) — anche dopo un intervento chirurgico riuscito
Rischi in assenza di trattamento: - Esposizione cronica della ghiandola → fibrosi → disfunzione ghiandolare permanente - Congiuntivite secondaria e irritazione corneale - Maggiore rischio di sviluppare in seguito una cheratocongiuntivite secca, anche senza intervento chirurgico
Errori comuni e miti
- «Basta rimuovere la ghiandola e il problema è risolto.» Sbagliato: la ghiandola produce oltre il 30% del film lacrimale. La sua rimozione aumenta notevolmente il rischio di sviluppare una cheratocongiuntivite secca nel corso della vita. Il riposizionamento è l'unico metodo conforme alle linee guida.
- «Il cherry eye si risolve spontaneamente.» Talvolta si verifica una riduzione spontanea, che però è instabile e incompleta. Senza un fissaggio chirurgico, la ghiandola si prolassa nuovamente. La fibrosi ghiandolare causata dall'esposizione cronica è irreversibile.
- «Il cherry eye è una sciocchezza.» Se non trattato, il cherry eye provoca danni permanenti alle ghiandole, irritazione oculare e un aumento del rischio di sindrome dell'occhio secco (KCS). Un intervento chirurgico precoce migliora notevolmente la prognosi a lungo termine.
Stato dell'arte nel 2026
Il "cherry eye" è una patologia ben conosciuta in oftalmologia veterinaria. La ricerca attuale sta esaminando i fattori genetici alla base della debolezza del tessuto connettivo nelle razze predisposte e i risultati a lungo termine delle diverse tecniche chirurgiche. Consenso: la conservazione della ghiandola mediante tecnica "pocket" o "anchor" è lo standard — l'escissione è controindicata. Non esistono misure preventive; si discute della selezione genetica nelle razze fortemente colpite.
Domande frequenti
Che cos’è il «cherry eye» nei cani e che aspetto ha?
Il "cherry eye" è il prolasso della ghiandola della membrana nittitante: questa si sposta dalla sua posizione normale e si presenta come un nodulo rosso e rotondo nell'angolo interno dell'occhio. Può manifestarsi su un occhio solo o su entrambi ed è tipico di alcune razze.
È necessario operare il «cherry eye»?
Sì — la riduzione chirurgica è il trattamento di scelta. La ghiandola deve essere preservata (produce oltre il 30% del film lacrimale). La sua asportazione è controindicata e aumenta il rischio di secchezza oculare permanente.
Quali razze sono particolarmente soggette al «cherry eye»?
Il Cocker Spaniel, il Bulldog inglese, il Beagle, il Boston Terrier, il Lhasa Apso, lo Shar Pei e il Rottweiler presentano un rischio geneticamente maggiore. Le razze brachicefale sono in genere sovrarappresentate. La malattia si manifesta solitamente prima dei 2 anni di età.
Termini correlati
- Malattie oculari nei cani
- La salute del cane
- Brachicefalia nei cani
- Interventi chirurgici nei cani
- Razze canine
Fonti e bibliografia consigliata
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Gelatt, K. N. (a cura di) (2013). Oftalmologia veterinaria (5ª ed.). Wiley-Blackwell. ISBN 9780470960875.
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Mazzucchelli, S., Vaillant, M. D., Wéverberg, F., Arnold-Tavernier, H., Honegger, N., Payen, G., … Chahory, S. (2012). Studio retrospettivo su 155 casi di prolasso della ghiandola della membrana nittitante nei cani. Veterinary Record, 170(17), 443. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22438310/
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Kaswan, R. L., & Martin, C. L. (1985). Correzione chirurgica del prolasso della terza palpebra nei cani. Journal of the American Veterinary Medical Association, 186(1), 83–84. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/4038375/


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