Salute e malattie

Ernia discale nel cane: cause, sintomi e inquadramento

L'ernia del disco si riferisce a un problema di salute nel cane. A seconda della causa, può essere innocua, richiedere un trattamento o essere urgente.

Che cosa significa ernia del disco nel cane?

Un’ernia del disco (Intervertebral Disc Disease, IVDD) nel cane indica uno spostamento patologico del materiale discale nel canale vertebrale, che comprime il midollo spinale o le radici nervose. Clinicamente può manifestarsi da un dolore lieve fino alla paralisi completa degli arti posteriori o anteriori.

Dal 1952 la classificazione veterinaria segue quella di Hansen: il tipo I descrive uno spostamento improvviso del nucleo polposo attraverso l’anello fibroso, tipico delle razze condrodistrofiche come bassotto, bulldog francese, pechinese e cocker spaniel. Il tipo II è una protrusione lentamente progressiva dovuta al rigonfiamento dell’anello fibroso, tipica delle razze grandi più anziane come pastore tedesco o labrador. La ricerca attuale (Smolders et al. 2013, Bergknut et al. 2013) integra questa classificazione con fattori genetici e biomeccanici.

Contesto e inquadramento scientifico

L’IVDD è una delle malattie neurologiche più frequenti nel cane. La prevalenza varia, a seconda della razza, tra il 2% e oltre il 25%: il bassotto guida le statistiche con un rischio nell’arco della vita di circa il 19-24% (Bergknut et al. 2012). La forma Hansen tipo I è strettamente associata al fenotipo condrodistrofico: un retrogene FGF4 sul cromosoma 12 aumenta il rischio in modo significativo (Brown et al. 2017, Batcher et al. 2019).

Brisson (2010) ha fornito una panoramica molto citata sull’inquadramento clinico del tipo Hansen I nei cani condrodistrofici, evidenziando che la malattia compare tipicamente tra i 3 e i 7 anni. De Decker et al. (2017) hanno descritto, a confronto, le protrusioni di tipo II come più lentamente progressive e spesso più difficili da inquadrare dal punto di vista prognostico rispetto ai casi acuti di tipo I.

Le WSAVA Spinal Care Guidelines e le linee guida della DGK-DVG raccomandano un approccio diagnostico e terapeutico graduale: valutazione neurologica per gradi (grado 1-5 in base alla perdita funzionale), diagnostica per immagini con risonanza magnetica come gold standard, quindi trattamento conservativo o chirurgico a seconda della gravità.

Posizione di Vitomalia

Non trattiamo le ernie del disco: è un compito veterinario e specialistico neurologico. Quello che possiamo fare è informare, spiegare i rischi in modo comprensibile e motivare il proprietario del cane ad agire rapidamente. L’ernia del disco è spesso un’emergenza in cui le ore possono influire sul decorso della guarigione.

Vogliamo prendere chiaramente le distanze da raccomandazioni di allenamento o movimento che, in caso di sospetta IVDD, suggeriscono “riposo e attesa”. Un cane con dolore alla schiena non chiaro, instabilità sugli arti posteriori o collasso improvviso deve essere portato in una clinica veterinaria, non in una scuola cinofila.

Quando un’ernia del disco diventa rilevante?

Sintomi di emergenza per cui è necessario rivolgersi subito a una clinica veterinaria:

  • Paralisi improvvisa degli arti posteriori, “andatura trascinata”
  • Dolore dorsale acuto: guaito quando viene sollevato, dorso incurvato, postura antalgica
  • Perdita della sensibilità profonda – le zampe non vengono più corrette autonomamente. Finestra temporale critica.
  • Incontinenza (urina o feci) in cani precedentemente continenti
  • Instabilità, inciampi, mancanza di coordinazione
  • Nella zona cervicale: collo rigido, zoppia dell’arto anteriore, riluttanza ad abbassare la testa

Nelle razze a rischio (vedi bassotto, Bulldog francese, pechinese, Welsh Corgi, Cocker Spaniel, Beagle), anche disturbi dorsali poco specifici vanno presi sul serio. Nelle razze di grande taglia dai 7 anni in su, con debolezza progressiva del posteriore, considerare l’IVDD di tipo II e diagnosi differenziali come la mielopatia degenerativa (Coates & Wininger 2010).

Applicazione pratica

  1. Riconoscere l’emergenza: in caso di sospetto, andare subito in clinica veterinaria. Nessuna attesa. Nessun rimedio casalingo. Non “osservare prima un po’”.
  2. Trasporto sicuro: non sollevare il cane di scatto in braccio. Sollevarlo su una superficie piana (coperta, tavola), mantenendolo il più possibile dritto.
  3. Diagnostica: visita neurologica in clinica, poi risonanza magnetica (gold standard) o TC.
  4. Terapia in base alla gravità: grado 1-2 spesso conservativa (riposo rigoroso in gabbia per 4-6 settimane, antidolorifici, fisioterapia). Dal grado 3 si ricorre sempre più spesso alla chirurgia (emilaminectomia). Nel grado 5 con perdita della sensibilità profonda > 24 h, la prognosi peggiora sensibilmente (Olby et al. 2003, Aikawa et al. 2012).
  5. Follow-up: fisioterapia per cani, ripresa controllata, a lungo termine esercizi di equilibrio e allenamento della muscolatura dorsale.
  6. Prevenzione: evitare il sovrappeso, ridurre scale e salti nelle razze a rischio, usare una Pettorina da torace invece del Collare, movimento controllato.

Errori frequenti & miti

  • «L’ernia del disco è solo una malattia del bassotto.» È particolarmente frequente nei bassotti, ma qualsiasi razza può esserne colpita. Oggi i Bulldog francesi rappresentano un gruppo a rischio in aumento.
  • «Con il riposo passerà.» A volte sì, a volte no. Senza diagnostica nessuno può conoscere il grado di gravità. Aspettare nel modo sbagliato può ridurre le possibilità di recupero.
  • «L’intervento è l’unica soluzione.» Non necessariamente. Nei gradi di gravità più bassi, la terapia conservativa è supportata da evidenze (Mann et al. 2007, Levine et al. 2007).
  • «Il mio cane è troppo giovane per questo.» Il tipo I secondo Hansen compare in genere tra i 3 e i 7 anni, ma può iniziare anche prima.
  • «Correre e saltare non fa certo male.» Nelle razze a rischio, salti non controllati, scale e movimenti di torsione aumentano in modo documentato il rischio di IVDD (Packer et al. 2013).

Stato della ricerca 2026

Negli ultimi dieci anni la ricerca ha compiuto progressi significativi nelle basi genetiche (retrogene FGF4), nella diagnostica per immagini (risonanza magnetica ad alta risoluzione) e nelle procedure chirurgiche. I protocolli di terapia conservativa sono più standardizzati e i concetti di riabilitazione sono ormai consolidati. Restano aperte alcune questioni: la genetica nelle razze non condrodistrofiche, l’andamento a lungo termine dopo terapia conservativa e il ruolo di un intervento fisioterapico precoce. La raccomandazione resta coerente: diagnostica rapida, terapia graduale basata sulle evidenze e follow-up qualificato.

Domande frequenti

Quanto rapidamente devo andare dal veterinario?

In caso di deficit neurologici acuti, subito. Se la sensibilità profonda è persa, le ore possono incidere sulla prognosi: idealmente il trattamento dovrebbe iniziare entro 24-48 ore.

Quali razze sono particolarmente a rischio?

Bassotto, Bulldog francese, Pechinese, Welsh Corgi, Cocker Spaniel, Beagle, Shih Tzu per Hansen tipo I. Pastore tedesco, Labrador, Dobermann più spesso per Hansen tipo II.

Il mio cane potrà tornare a camminare normalmente dopo un’ernia del disco?

Con un trattamento tempestivo e un basso grado di gravità sono documentati tassi di recupero dell’80-95% (Aikawa et al. 2012). In caso di elevata gravità con perdita della sensibilità profonda, la prognosi peggiora nettamente.

Come posso prevenire un’ernia del disco?

Peso snello, movimento controllato, pettorina toracica invece del collare, niente salti o corse sulle scale non necessari nelle razze a rischio, allenamento muscolare regolare.

Termini correlati

Fonti & letture di approfondimento

  1. Brisson, B. A. (2010). Malattia del disco intervertebrale nei cani. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 40(5), 829-858.
  2. De Decker, S., Warner, A. S., & Volk, H. A. (2017). Prevalenza e predisposizione di razza alla malattia del disco intervertebrale toracolombare nei cani. Veterinary Journal, 224, 24-28.
  3. Bergknut, N., Smolders, L. A., Grinwis, G. C. M., et al. (2013). Degenerazione del disco intervertebrale nel cane. Veterinary Journal, 195(3), 282-291.
  4. Brown, E. A., Dickinson, P. J., Mansour, T., et al. (2017). Il retrogene FGF4 su CFA12 è responsabile della condrodistrofia e della malattia del disco intervertebrale nei cani. PNAS, 114(43), 11476-11481.
  5. Aikawa, T., Fujita, H., Kanazono, S., et al. (2012). Esito neurologico a lungo termine dell’emilaminectomia e della fenestrazione del disco. Veterinary Surgery, 41(3), 327-334.
  6. Olby, N., Levine, J., Harris, T., Muñana, K., Skeen, T., & Sharp, N. (2003). Esito funzionale a lungo termine nei cani con gravi lesioni del midollo spinale toracolombare. JAVMA, 222(6), 762-769.
  7. Packer, R. M. A., Hendricks, A., & Burn, C. C. (2013). Conformazione, indice di massa corporea e rischio di malattia del disco intervertebrale nel cane. PLoS ONE, 8(7), e69650.
Wissenschaftliche Einordnung

MSD/Merck Veterinary Manual; diagnostica veterinaria come quadro di riferimento