Spondilosi nel cane: cause, sintomi e trattamento
Spondilosi nel cane: cause, sintomi e trattamento
Che cos'è la spondilosi nei cani?
La spondilosi deformante è una malattia degenerativa della colonna vertebrale caratterizzata dalla formazione di escrescenze ossee (osteofiti) ai margini dei corpi vertebrali e dei dischi intervertebrali. Queste escrescenze ossee si estendono oltre i margini dei corpi vertebrali e possono collegare tra loro i corpi vertebrali adiacenti (ponti ossei). La spondilosi è un processo degenerativo associato all'invecchiamento: spesso viene rilevata casualmente durante gli esami radiografici e non causa necessariamente sintomi.
La spondilosi non è la stessa cosa di un'ernia del disco (IVDD): colpisce principalmente le parti esterne della giunzione tra disco e corpo vertebrale, non il nucleo del disco.
Contesto + inquadramento scientifico
Morgan (1999, Acta Orthopaedica Scandinavica Integratore, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10472665/) descrive nel suo studio fondamentale la morfologia e le osservazioni cliniche relative alla spondilosi deformante canina: La spondilosi è causata da sollecitazioni meccaniche e alterazioni degenerative delle giunzioni tra disco intervertebrale e corpo vertebrale (zona di confine tra disco e piastra terminale). Gli osteofiti si formano prevalentemente nella regione ventrale e laterale dei corpi vertebrali — crescono in direzione della vertebra adiacente e, in casi gravi, possono formare ponti ossei. Particolarmente colpite: la regione di transizione toracolombare (T11–L3) e i segmenti lombosacrali. Razze con maggiore incidenza: Boxer, Pastore tedesco, Airedale Terrier. In molti cani la spondilosi è asintomatica: paradossalmente, i ponti ossei stabilizzano il segmento degenerato.
Brisson (2010, *Veterinary Clinics of North America*, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20732592/) descrive, nel contesto delle patologie del disco intervertebrale, la differenziazione rispetto alla spondilosi: mentre l’IVDD causa compressione del midollo spinale a causa del prolasso o della protrusione del nucleo del disco, la spondilosi comprime principalmente attraverso osteofiti che crescono lateralmente o dorsalmente e toccano le radici nervose. Differenze cliniche: l'IVDD causa tipicamente segni di paralisi da acuta a subacuta; la spondilosi causa rigidità cronica, dolore durante il movimento e alterazioni dell'andatura senza paralisi completa. Differenziazione mediante imaging: nelle radiografie convenzionali la spondilosi si presenta come speroni ossei; l'IVDD richiede spesso una risonanza magnetica per localizzare il prolasso.
Ettinger et al. (2017, Textbook of Veterinary Internal Medicine) descrivono la gestione e la prognosi: in caso di spondilosi asintomatica non è necessario alcun trattamento — sono sufficienti il monitoraggio e il controllo del peso. In caso di spondilosi sintomatica (dolore, rigidità, alterazioni dell’andatura): i FANS (carprofen, meloxicam) costituiscono la terapia di prima linea; la fisioterapia e l’idroterapia migliorano la mobilità e lo stato muscolare; l’agopuntura mostra, negli studi clinici, un effetto analgesico nel dolore spinale. La chirurgia è raramente indicata — solo in caso di grave compromissione neurologica causata da osteofiti dorsali.
Vitomalia - Posizione
La spondilosi sembra una patologia grave, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un riscontro radiografico privo di rilevanza clinica. Molti cani anziani con spondilosi radiografica non presentano sintomi. In caso di dolore o limitazione dei movimenti, la terapia conservativa si rivela efficace. La sovradiagnosi e il sovratrattamento sono più frequenti della sottodiagnosi.
Quando la spondilosi diventa un problema?
- Cane anziano con rigidità progressiva della schiena quando si alza
- Rigidità dopo il riposo, miglioramento dopo una breve attività
- Riluttanza a salire le scale o a saltare
- Risultato casuale in una radiografia di routine: non è necessario un trattamento immediato
- Differenziazione diagnostica rispetto all’IVDD (acuta) o alla stenosi lombare degenerativa (regione lombosacrale)
Applicazione pratica
Differenza tra spondilosi e IVDD:
| Caratteristica | Spondilosi | Displasia durale vascolare intrinseca |
|---|---|---|
| Inizio | In modo graduale, da mesi a anni | Da acuta a subacuta (da poche ore a qualche giorno) |
| Sintomo principale | Rigidità, dolore cronico | Segni di paralisi (paraparesi/tetraparesi) |
| Diagnostica per immagini | È sufficiente una radiografia | Si preferisce l'uso della risonanza magnetica a fini diagnostici |
| Età | Per lo più cani anziani (> 7 anni) | Razze affette da condrodistrofia: già in giovane età |
| Trattamento | Terapia conservativa (FANS, fisioterapia) | A seconda della gravità: trattamento conservativo o chirurgico |
Trattamento conservativo nella spondilosi sintomatica: - FANS: carprofen, meloxicam, mavacoxib — su prescrizione veterinaria - Controllo del peso: un peso nella norma riduce notevolmente il carico sulla colonna vertebrale - Fisioterapia: mobilizzazione, stretching, rafforzamento della muscolatura paravertebrale - Idroterapia: tapis roulant subacqueo, nuoto — attività fisica a basso impatto - Materasso ortopedico: superficie di appoggio morbida che non affatica le articolazioni
Errori comuni e miti
- «La spondilosi significa che il cane presto non potrà più camminare.» La spondilosi è solitamente cronica e stabile: la paralisi completa è rara. La maggior parte dei cani affetti da spondilosi mantiene la propria mobilità con un trattamento adeguato.
- «Gli speroni ossei devono essere rimossi chirurgicamente.» L'intervento chirurgico è raramente indicato in caso di spondilosi e solo in presenza di gravi compromissioni neurologiche dovute a compressione dorsale. Nella maggior parte dei casi è sufficiente una terapia conservativa.
- «In caso di spondilosi, il cane non dovrebbe più fare movimento.» Un'attività fisica regolare e controllata (senza movimenti bruschi, arresti improvvisi o salti) mantiene in forma la muscolatura paravertebrale e riduce il dolore. L'immobilità aggrava la rigidità e favorisce l'atrofia muscolare.
Stato dell'arte nel 2026
La spondilosi deformante è ben caratterizzata dal punto di vista veterinario. Le nuove tecniche di imaging (TC, RM) consentono una differenziazione più precisa tra spondilosi, artrosi delle faccette articolari e stenosi lombosacrale. Le terapie rigenerative (PRP, cellule staminali) sono oggetto di studio nelle patologie degenerative della colonna vertebrale del cane. La terapia multimodale del dolore (FANS + fisioterapia + agopuntura) è lo standard conservativo.
Domande frequenti
Che cos'è la spondilosi nei cani?
La spondilosi deformante è caratterizzata dalla formazione di escrescenze ossee (osteofiti) sui bordi dei corpi vertebrali: si tratta di un processo degenerativo della colonna vertebrale legato all'invecchiamento. Spesso si tratta di un riscontro casuale, asintomatico, alla radiografia. In presenza di sintomi: rigidità dorsale e mal di schiena cronico, soprattutto dopo periodi di riposo.
In che modo la spondilosi si differenzia da un'ernia discale?
La spondilosi è una patologia cronico-degenerativa caratterizzata dalla formazione di speroni ossei e causa rigidità e dolore cronico. L'ernia del disco intervertebrale (IVDD) è causata dalla fuoriuscita di materiale discale nel canale spinale e provoca sintomi di paralisi da acuti a subacuti. In caso di IVDD è spesso necessaria una risonanza magnetica; per la spondilosi è sufficiente una radiografia.
Come si cura la spondilosi nei cani?
La spondilosi asintomatica non richiede alcun trattamento. Nei casi sintomatici, i FANS (carprofen, meloxicam), il controllo del peso, la fisioterapia e l'idroterapia costituiscono le terapie di prima linea. Si ricorre alla chirurgia solo in caso di grave compromissione neurologica causata da osteofiti dorsali.
Termini correlati
- Ernia del disco nel cane
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- Le articolazioni nei cani
Fonti e bibliografia consigliata
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Morgan, J. P. (1999). Spondilosi deformante nel cane: uno studio morfologico con alcune osservazioni cliniche e sperimentali. Acta Orthopaedica Scandinavica Integratore, 72(296), 1–88. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10472665/
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Brisson, B. A. (2010). Patologie del disco intervertebrale nei cani. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, 40(5), 829–858. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20732592/
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Ettinger, S. J., Feldman, E. C. e Côté, E. (a cura di) (2017). Manuale di medicina interna veterinaria (8ª ed.). Saunders. ISBN 9780323312110.