Anchilostomi nel cane: sintomi, trasmissione e trattamento
Anchilostomi nel cane: sintomi, trasmissione & trattamento
Che cosa sono gli anchilostomi nel cane?
Gli anchilostomi sono parassiti intestinali ematofagi della famiglia Ancylostomatidae. Nel cane sono rilevanti soprattutto Ancylostoma caninum, Ancylostoma braziliense e Uncinaria stenocephala. Si fissano alla mucosa intestinale con apparati buccali a forma di uncino, si nutrono di sangue e, a seconda dell’intensità dell’infestazione, possono causare anemia, perdita di peso e diarrea.
In Germania gli anchilostomi sono meno prevalenti rispetto alle zone a clima più caldo — Uncinaria stenocephala è la specie autoctona più comune, mentre Ancylostoma viene riscontrato più spesso nei cani che hanno viaggiato o nell’area mediterranea. Il cambiamento climatico sta ampliando progressivamente l’area di distribuzione.
Contesto e inquadramento scientifico
Traversa (2012, Parasites & Vectors, PubMed 23126626) ha analizzato la prevalenza globale e l’importanza degli ascaridi e degli anchilostomi: gli anchilostomi sono tra gli elminti più rilevanti nei cani a livello mondiale, con tassi di prevalenza fino al 60% in determinate regioni. Il potenziale zoonotico (Cutaneous Larva Migrans nell’uomo causata da A. braziliense, enterite eosinofila causata da A. caninum) rende la sverminazione regolare una questione di salute pubblica. È stato descritto lo sviluppo di resistenze ai benzimidazoli.
Schnieder et al. (2011, Veterinary Parasitology, PubMed 21775063) hanno studiato lo sviluppo larvale degli anchilostomi nell’ambiente: le larve di U. stenocephala si sviluppano in modo ottimale a 18–22°C e possono rimanere infettive per settimane nei terreni umidi. A. caninum richiede temperature più elevate (25–30°C) per uno sviluppo ottimale — questo spiega la stagionalità nelle zone a clima temperato. Per i proprietari è rilevante: il rischio di infezione è più alto nei mesi caldi e umidi.
Lucio-Forster et al. (2010, Veterinary Parasitology, PubMed 20696530) hanno determinato le dosi infettive minime per gli anchilostomi: anche un numero ridotto di larve è sufficiente per causare un’infezione — soprattutto nei cuccioli e nei cani immunodepressi. La trasmissione prenatale (transplacentare) e la trasmissione lattogena (attraverso il latte materno) in A. caninum permettono l’infezione dei cuccioli anche senza contatto diretto con il terreno.
Posizione di Vitomalia
Gli anchilostomi non sono un problema esotico dei cani che viaggiano — Uncinaria è autoctona in Germania. La differenza tra un’infestazione poco rilevante e una clinicamente significativa dipende spesso dall’intensità dell’infestazione e dall’età del cane. I cuccioli sono particolarmente a rischio. La sverminazione di routine secondo indicazione veterinaria protegge l’animale e il proprietario.
Quando diventano rilevanti gli anchilostomi nel cane?
- Nei cuccioli: trasmissione prenatale e lattogena, rischio di anemia
- Nei cani che hanno viaggiato nell’area mediterranea o ai tropici: rischio aumentato di Ancylostoma
- Nei cani con perdita di peso, feci con sangue o anemia senza causa chiara
- In caso di sospetta zoonosi: eruzione cutanea (Larva migrans) nei membri della famiglia
- Per la sverminazione: gli antielmintici ad ampio spettro coprono gli anchilostomi
Applicazione pratica
Vie di trasmissione degli anchilostomi:
| Via | Specie | Particolarità |
|---|---|---|
| Oro-fecale | Tutte le specie | Terreno contaminato, feci |
| Percutanea (pelle) | A. caninum | Le larve penetrano attraverso la pelle |
| Transplacentare | A. caninum | Cuccioli infettati prima della nascita |
| Lattogena | A. caninum | Tramite latte materno |
| Ospite paratenico | A. caninum | Tramite topi/piccoli animali |
Sintomi in base all’intensità dell’infestazione: - Infestazione lieve: nessun sintomo o sintomi aspecifici - Moderato: diarrea (eventualmente con sangue), perdita di peso, mantello spento - Grave (soprattutto cuccioli): anemia marcata, debolezza, mucose pallide — potenzialmente letale
Trattamento: pyrantel, fenbendazolo, milbemicina, moxidectina — i preparati combinati ad ampio spettro coprono anche gli anchilostomi.
Errori frequenti & miti
- “Gli anchilostomi si trovano solo nei cani che viaggiano.” Uncinaria stenocephala è diffusa in Germania — anche cani locali senza storia di viaggi possono essere infetti.
- “Non vedo vermi nelle feci, quindi il mio cane non ne ha.” Gli anchilostomi sono piccoli (1–2 cm), le uova sono visibili solo al microscopio. L’esame delle feci dal veterinario è lo standard diagnostico.
- “Sverminato una volta, pulito per sempre.” Il rischio di reinfezione è continuo in caso di esposizione all’esterno. Sono consigliati esami fecali regolari o intervalli di sverminazione secondo indicazione veterinaria.
Stato scientifico 2026
La resistenza agli antielmintici negli anchilostomi è documentata per A. caninum nelle regioni ad alta prevalenza. Per la Germania, l’attuale livello di resistenza non è chiaro — il monitoraggio è in corso. La diagnostica fecale basata su PCR consente l’identificazione della specie e quindi una terapia più mirata. Si osserva una diffusione di A. caninum in Europa centrale legata ai cambiamenti climatici.
Domande frequenti
Come riconosco un’infestazione da anchilostomi nel cane?
Sintomi clinici: diarrea (talvolta con sangue), perdita di peso, mucose pallide (segni di anemia), debolezza. Nei cuccioli, un’infestazione grave può essere potenzialmente letale. Diagnosi: esame delle feci con flottazione e microscopia dal veterinario — le uova di anchilostoma hanno un aspetto diverso da quelle degli ascaridi.
Gli anchilostomi possono essere trasmessi dal cane all’uomo?
Sì — esiste un potenziale zoonotico. A. braziliense e, più raramente, A. caninum causano nell’uomo la larva migrans cutanea (eruzione cutanea dovuta a larve migranti, spesso su piedi/gambe dopo contatto a piedi nudi con terreno contaminato). La sverminazione regolare del cane è quindi anche una misura di profilassi delle zoonosi.
Quanto spesso devo sverminare il mio cane contro gli anchilostomi?
Secondo le attuali linee guida ESCCAP: almeno 4 volte all’anno nei cani con contatto regolare con l’esterno. In alternativa, esami delle feci ogni 3 mesi — in caso di esito negativo non è necessaria la sverminazione. Cuccioli e cani provenienti da regioni ad alta prevalenza più spesso. Da concordare individualmente con il veterinario.
Termini correlati
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Fonti & letture di approfondimento
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Traversa, D. (2012). Ascaridi e anchilostomi negli animali da compagnia: una necessità ancora attuale di sverminazione globale. Parasites & Vectors, 5, 91. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23126626/
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Schnieder, T., Laabs, E. M., & Welz, C. (2011). Sviluppo larvale delle specie di anchilostomi del cane nell’ambiente, dipendenza dalle condizioni meteorologiche e implicazioni per il controllo. Veterinary Parasitology, 181(2–4), 321–332. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21775063/
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Lucio-Forster, A., Mikovits, A., Overley, B., Nobert, K., & Bowman, D. D. (2010). Dosi infettive minime dei nematodi intestinali zoonotici Ascaris suum, Toxocara canis e Ancylostoma caninum nei cani. Veterinary Parasitology, 170(1–2), 107–112. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20696530/