Cosa significano i segnali di rassicurazione nei cani?

I segnali di calma nei cani sono segnali corporei che hanno lo scopo di regolare la tensione nei rapporti sociali. Il termine è stato coniato dall'addestratrice norvegese Turid Rugaas (libro "On Talking Terms with Dogs: Calming Signals", 2006). Rugaas ha descritto 30 segnali con cui, secondo le sue osservazioni, i cani allentano i conflitti o creano distanza – come leccarsi le labbra, voltarsi dall'altra parte, sbadigliare, rallentare o annusare il terreno.

Dal punto di vista tecnico, è più corretto classificarli come segnali di stress e di distanziamento. Essi indicano che il cane trova una situazione sgradevole; tuttavia, non è stato ancora chiarito in modo definitivo dal punto di vista scientifico se tali segnali abbiano effettivamente lo scopo comunicativo di «placare gli altri» o se rappresentino principalmente un meccanismo di autoregolazione dello stress. L'osservazione in sé – ovvero che i cani mostrino tali segnali – è ben documentata; la loro funzione è invece in parte controversa.

Contesto e inquadramento scientifico

Beerda et al. (1998) hanno dimostrato, in uno degli studi più citati sulla fisiologia dello stress nei cani, che comportamenti quali leccarsi le labbra, sbadigliare, grattarsi le zampe e annusare in modo eccessivo sono correlati a livelli elevati di cortisolo. Questi segnali sono quindi chiaramente collegati allo stress fisiologico.

La funzione comunicativa va considerata in modo più articolato. Mariti et al. (2017) hanno studiato il leccarsi le labbra e il distogliere lo sguardo durante gli incontri tra cani e hanno scoperto che questi segnali si verificano più frequentemente in situazioni potenzialmente conflittuali – un'indicazione della funzione comunicativa. Altri ricercatori (Bradshaw & Rooney 2017) invitano alla cautela: l'elenco di Rugaas si basa sull'osservazione e non è stato validato sistematicamente in modo sperimentale.

In pratica vale quanto segue: che un segnale "cerca di placare" o "regoli lo stress endogeno", in entrambi i casi si tratta di un segnale di stress e va preso sul serio.

Vitomalia - Posizione

Utilizziamo il concetto di Rugaas come introduzione pratica al tema del linguaggio del corpo dei cani, ma lo inquadriamo in un contesto scientifico. Secondo la nostra interpretazione, i segnali di pacificazione nei cani sono soprattutto segnali di allarme precoce dello stress: la loro funzione di comunicazione mirata è plausibile, ma non è dimostrata in tutti i casi.

Il nostro consiglio: prendere sul serio i segnali, valutare la situazione, mantenere le distanze se necessario. Ciò che sconsigliamo: estendere eccessivamente il concetto senza tener conto del contesto. Leccarsi le labbra dopo aver Mangiare è solitamente un atto digestivo, non una forma di comunicazione.

Quando i segnali di distensione diventano rilevanti?

Questi segnali assumono rilevanza pratica in tutte le situazioni di stress sociale: durante gli incontri con altri cani, nel contatto con persone sconosciute, presso l’ambulatorio veterinario, durante l’addestramento ad alta pressione, nei conflitti all’interno di famiglie con più cani e nella vita quotidiana con i bambini. Chi sa leggere questi segnali può intervenire tempestivamente, prima che uno stress sottile si trasformi in un'escalation sotto forma di ringhi o scatti (vedi Aggressività nel cane).

Applicazione pratica

  1. Imparare a osservare: riprendi il cane in situazioni tipiche e guarda le sequenze al rallentatore. Molti segnali durano meno di un secondo.
  2. Valutare il contesto: leccarsi le labbra dopo aver Mangiare non è la stessa cosa che leccarsi le labbra quando si avvicina un cane sconosciuto.
  3. Riconoscere i cluster: i singoli segnali sono spesso ambigui. Un cluster (leccarsi le labbra + distogliere lo sguardo + annusare) è un chiaro indicatore di stress.
  4. Come reagire: aumentare la distanza, ridurre gli stimoli scatenanti. Non costringere il cane a restare fermo.
  5. Ridurre l'intensità dell'allenamento: molti segnali di affaticamento durante l'allenamento indicano che il livello è troppo alto. È il momento di rallentare.

Errori comuni e miti

  • «Il mio cane sbadiglia: è stanco.» A volte. In contesti di stress sociale, lo sbadiglio è molto probabilmente un segnale di stress (Beerda et al. 1998).
  • «I segnali di pacificazione funzionano con le persone proprio come con i cani.» I cani mostrano questi segnali indipendentemente dal destinatario, ma le persone spesso non li interpretano. Questo è un punto di conflitto frequente nel contesto familiare e infantile.
  • "Se il mio cane non mostra segni di calma, va tutto bene." No. Alcuni cani reprimono i segnali precoci (per predisposizione genetica o per apprendimento) e passano direttamente all'aggressività. L'assenza di segnali non è un segnale di sicurezza.
  • «Rugaas ha dato prova di tutto.» Ha messo a punto un approccio pratico, ma non ha pubblicato alcuno studio scientifico. La validazione empirica è in parte ancora in sospeso.

Stato dell'arte nel 2026

È ormai assodato che i segnali di stress nei cani sono reali, correlati al cortisolo e interpretabili come indicatori di stress (Beerda et al. 1998, Hedges 2014). Rimane invece da chiarire quali segnali abbiano una funzione specificamente comunicativa e quali siano invece finalizzati all’autoregolazione. I primi studi sperimentali (Mariti et al. 2017) indicano una funzione comunicativa di singoli segnali nei contatti tra cani. Rimane aperta la questione della trasferibilità alla comunicazione cane-uomo. I segnali di tranquillizzazione nei cani sono un concetto pratico utile, ma non un sistema completamente validato scientificamente.

Domande frequenti

Quali sono i segnali di rassicurazione più importanti?

Particolarmente rilevanti nella vita quotidiana: leccarsi le labbra, distogliere lo sguardo, irrigidirsi, annusare nei momenti inopportuni, grattarsi con le zampe, scuotersi dopo un momento di tensione. Questi comportamenti si manifestano spesso in serie.

Tutti i cani mostrano segnali di pacificazione?

La gamma di espressioni varia da cane a cane. Alcuni cani sono molto espressivi, altri più riservati. La razza, la socializzazione e le esperienze di apprendimento influenzano il loro repertorio.

E i cani che non riescono a mostrare il muso?

Nelle razze brachicefale (carlini, bulldog) o in quelle con pelo molto folto, i segnali espressivi sono più difficili da interpretare. In questi casi è ancora più importante prestare attenzione alla postura e al contesto.

È utile un segnale di rassicurazione che faccio io stesso?

Non esistono prove concrete che dimostrino che imitare il cane (sbadigliare, distogliere lo sguardo) lo rassicuri. È più sensato ridurre i fattori scatenanti e mantenere le distanze.

Termini correlati

Fonti e bibliografia consigliata

  1. Beerda, B., Schilder, M. B. H., van Hooff, J. A. R. A. M., et al. (1998). Risposte comportamentali, dei livelli di cortisolo salivare e della frequenza cardiaca a diversi tipi di stimoli nei cani. Applied Animal Behaviour Science, 58(3–4), 365–381.
  2. Mariti, C., Falaschi, C., Zilocchi, M., Carlone, B., Gazzano, A. (2017). Analisi della comunicazione visiva intraspecifica nel cane domestico (Canis familiaris): uno studio pilota sul caso dei segnali di calma. Journal of Veterinary Behavior, 18, 49–55.
  3. Rugaas, T. (2006). Comunicare con i cani: i segnali di calma (2a ed.). Dogwise Publishing, Wenatchee, WA.
  4. Hedges, S. (2014). Comportamento canino pratico: per infermieri e tecnici veterinari. CABI Publishing, Wallingford.
  5. Bradshaw, J. W. S. e Rooney, N. (2017). Comportamento sociale e comunicazione nei cani. In: Serpell, J. (a cura di) Il cane domestico (2a ed.), Cambridge University Press, 133–159.