Il comando "Avanti" nel cane: significato spiegato nell'addestramento
Cosa significa "andare in avanti" per un cane?
Nel moderno addestramento cinofilo, il concetto di «avanzare» descrive un approccio assertivo e ben guidato da parte dell’uomo in una situazione in cui il cane reagisce in modo insicuro, ambivalente o reattivo. Non si intende un confronto o una pressione, bensì una postura sicura, un avanzare deciso verso lo stimolo e l’assunzione di responsabilità sociale da parte del proprietario. Il concetto deriva originariamente dal Behaviour Adjustment Training (BAT) e dal lavoro americano sulla reattività.
Andare avanti è uno strumento, non una panacea. Significa che, invece di voltarsi dall’irritante o tirare indietro il cane in modo frenetico, il padrone si avvicina con calma, con passo deciso e rilassato a una situazione che il cane non riuscirebbe a gestire da solo. È una forma di guida implicita, trasmessa attraverso il linguaggio del corpo, non tramite pressione, strattoni al guinzaglio o toni di voce alti.
Contesto e inquadramento scientifico
È dimostrato che i cani si orientano in base al linguaggio del corpo e allo stato emotivo dell’uomo. Merola et al. (2012) hanno dimostrato nel famoso studio Cliff che i cani seguono i riferimenti sociali: se il proprietario appare calmo, il cane continua a esplorare; se il proprietario appare spaventato, il cane si ritira. Questa cosiddetta capacità di riferimento sociale è la base del motivo per cui andare avanti può essere funzionale.
Nella loro metodologia BAT 2.0 (Stewart 2018), Stewart e i suoi collaboratori descrivono un approccio controllato a uno stimolo in cui il cane mantiene la libertà di scelta. A differenza del classico addestramento basato sul confronto, l’obiettivo non è quello di sovraccaricare il cane, ma di consentirgli di sperimentare: «Il mio padrone ci riesce. Non devo reagire».
La ricerca sul cortisolo (Schöberl et al. 2017) conferma che cane e proprietario si sincronizzano dal punto di vista fisiologico: i proprietari sottoposti a forte stress hanno, statisticamente, cani più reattivi. Ciò suggerisce che l'atteggiamento interiore del proprietario sia importante almeno quanto le sue azioni esteriori.
Vitomalia - Posizione
Consideriamo l'avanzamento in avanti uno strumento prezioso nell 'addestramento al guinzaglio e nel lavoro sulla reattività, ma solo se avviene senza strattoni al guinzaglio, senza mettere il cane sotto pressione e senza confrontarsi con lo stimolo scatenante. L'avanzamento in avanti è una questione di atteggiamento, non di severità.
Ci opponiamo: alla corsa in avanti pseudo-da capobranco, spesso propagandata negli approcci di addestramento basati sulla teoria della dominanza. Bradshaw, Blackwell e Casey (2009) hanno dimostrato in modo convincente che la teoria della dominanza è superata. Chi avanza esercitando pressione genera ulteriore stress, non sicurezza.
Quando sarà importante avanzare?
È opportuno andare avanti nei seguenti casi:
- Incontri con altri cani in cui il proprio cane reagisce con insicurezza (vedi addestramento all'incontro)
- rumori o oggetti estranei nell'ambiente circostante
- Soglie delle porte, scale o passaggi stretti davanti ai quali il cane esita
- stimoli improvvisi, in cui il proprietario trasmette un chiaro segnale di sicurezza
Non è opportuno avvicinarsi a cani con reazioni acute che hanno superato la soglia di stimolazione, a cani traumatizzati con cui non si è instaurato un legame o come risposta generica alla paura. In questi casi, la risposta giusta è mantenere le distanze.
Applicazione pratica
- Controlla la tua postura: spalle rilassate, respiro calmo, sguardo rivolto in avanti – non verso il cane. Un proprietario teso trasmette tensione.
- TenereGuinzaglio in modo rilassato: non tirarlo durante la fase di avvio. La tensione del guinzaglio indica un conflitto.
- Una linea chiara: procedere con decisione in una direzione ben precisa. Senza zigzagare, senza esitare.
- Mantenere il ritmo: passo tranquillo e regolare. Non affrettarsi, non fermarsi.
- Non rivolgersi al cane: parlare nei momenti critici spesso trasmette insicurezza. È sufficiente il linguaggio del corpo.
- Premiare dopo: una volta superata la situazione, sottolineare e incoraggiare attivamente.
Errori comuni e miti
- «Avanzare significa mettere il cane alle strette.» Sbagliato. Ciò che conta è l'atteggiamento dell'uomo, non esercitare pressione sul cane.
- "Chi va in testa è il capobranco." Obsoleto. La teoria del capobranco è stata scientificamente smentita (Bradshaw et al. 2009, Mech 1999).
- "Tirare in avanti con uno strattone al guinzaglio è efficace." I metodi avversivi aumentano lo stress e la reattività nel lungo periodo (Ziv 2017, China et al. 2020).
- «Il mio cane deve imparare a sopportare tutto.» No: la libertà di scelta e la distanza sono fondamentali. Un sovraccarico di stimoli sensibilizza, non abitua.
- «Andare avanti funziona sempre.» È uno strumento utile in caso di livelli di stress moderati. In caso di aggressività acuta o di paura che supera una certa soglia, occorrono altri approcci.
Stato dell'arte nel 2026
Mancano studi randomizzati diretti sul concetto di «andare avanti». Le prove provengono da ambiti correlati: social referencing, sincronizzazione proprietario-cane, risultati BAT (Pfaller-Sadovsky et al. 2020) e ricerca sul cortisolo. Ciò che è ampiamente dimostrato è che l'affettività del proprietario influenza in modo misurabile il comportamento del cane. Ciò che rimane da chiarire è quali siano esattamente i modelli di movimento ottimali, in che modo si differenzino le singole diadi cane-proprietario e a partire da quando un cane ne tragga beneficio rispetto a quando ne sia sopraffatto.
Domande frequenti
Andare avanti equivale a dimostrare la propria supremazia?
No. I concetti basati sulla dominanza sono scientificamente superati. Andare avanti significa esercitare una guida chiara attraverso il linguaggio del corpo, non imporre la sottomissione.
Quando non posso andare avanti?
Quando il cane supera la soglia di stimolazione, reagisce in preda al panico o ha subito un trauma concreto, la distanza è la risposta giusta.
Il metodo "avanti" funziona con i cani reattivi?
Solo nell'ambito di un programma di allenamento più ampio e al di sotto della soglia di stimolazione. Da solo non è sufficiente per innescare una reattività consolidata.
Qual è la differenza rispetto al flooding?
Il flooding consiste nell'esporre il cane in modo massiccio e senza protezione a uno stimolo. Avanzare consente invece di mantenere la libertà di scelta e il controllo della distanza: è una differenza fondamentale.
Termini correlati
- Camminare al guinzaglio
- Allenamento all'interazione
- L'aggressività nei cani
- Ansia nel cane
- Linguaggio del corpo
- Legame
- soglia di stimolazione
Fonti e bibliografia consigliata
- Merola, I., Prato-Previde, E. e Marshall-Pescini, S. (2012). Riferimenti sociali nelle coppie cane-proprietario? Animal Cognition, 15(2), 175-185.
- Schöberl, I., Beetz, A., Solomon, J., et al. (2017). Fattori sociali che influenzano la modulazione del cortisolo nei cani durante una procedura di "situazione insolita". Journal of Veterinary Behavior, 18, 42-48.
- Stewart, G. (2018). Addestramento comportamentale 2.0: nuove tecniche pratiche per affrontare paura, frustrazione e aggressività nei cani. Dogwise Publishing.
- Bradshaw, J. W. S., Blackwell, E. J. e Casey, R. A. (2009). La dominanza nei cani domestici: concetto utile o cattiva abitudine? Journal of Veterinary Behavior, 4(3), 135-144.
- Ziv, G. (2017). Gli effetti dell'uso di metodi di addestramento avversivi nei cani: una rassegna. Journal of Veterinary Behavior, 19, 50-60.
- Pfaller-Sadovsky, N., Hurtado-Parrado, C., et al. (2020). Efficacia dell'addestramento al controllo comportamentale. Animals, 10(11), 2090.