La cataratta nei cani: sintomi, cause e trattamento
Che cos'è la cataratta nei cani?
La cataratta è un'opacizzazione del cristallino che compromette la vista del cane o, in caso di opacizzazione totale, porta alla cecità. Il cristallino, che normalmente è trasparente, perde la sua trasparenza a causa di alterazioni nella struttura proteica. La cataratta è la causa curabile più comune di cecità nei cani.
Importante: gli occhi opachi nei cani anziani non sono automaticamente sinonimo di cataratta. La sclerosi nucleare — un annebbiamento del cristallino di colore grigio-blu dovuto all'età — compromette solo in misura minima la vista e non è una cataratta. La diagnosi si effettua tramite una visita oftalmologica.
Contesto + inquadramento scientifico
Davidson e Nelms (2013, Veterinary Ophthalmology, Wiley-Blackwell) descrivono le forme di cataratta nel cane in base alla causa: la cataratta ereditaria è la forma più comune nel cane ed è documentata in numerose razze. La cataratta diabetica insorge nei cani affetti da diabete mellito nell’80% dei casi entro 6 mesi dalla diagnosi, a causa del rigonfiamento osmotico del cristallino. La cataratta traumatica si manifesta in seguito a lesioni oculari. La cataratta senile è meno frequente nei cani che negli esseri umani, ma si riscontra nei cani anziani.
Gelatt et al. (2003, Veterinary Ophthalmology, PubMed 14738502) hanno analizzato la prevalenza della cataratta specifica per razza: sono particolarmente colpiti il Boston Terrier, il Siberian Husky, l’American Cocker Spaniel, il Welsh Springer Spaniel, il Barboncino nano e toy, il Labrador Retriever e il Bichon Frisé. Si raccomandano test genetici per la predisposizione alla cataratta per gli animali da riproduzione di queste razze. Lo screening pre-allevamento da parte delle associazioni di allevatori delle rispettive razze riduce l'incidenza della cataratta ereditaria.
Sigle e Nasisse (2006, JAVMA, PubMed 16426193) hanno analizzato le complicanze a lungo termine successive alla facoemulsificazione (intervento di cataratta) in 172 cani: il tasso di successo dell’intervento (visione funzionale nel post-operatorio) era superiore al 90% nei casi operati precocemente. In una parte dei casi si sono verificate complicanze (opacizzazione della capsula del cristallino, distacco della retina, glaucoma); lo screening preoperatorio (elettroretinogramma per escludere malattie della retina) è fondamentale per la selezione dei pazienti.
Vitomalia - Posizione
La cataratta nei cani è curabile, ma la decisione di sottoporre o meno l'animale a intervento chirurgico non è banale. Una diagnosi precoce e una valutazione oftalmologica aumentano le probabilità di un buon esito dell'intervento. Aspettare fino alla cecità completa peggiora la prognosi: le lenti catarattose troppo mature aumentano il rischio di infiammazione e la complessità dell'intervento.
Quando la cataratta diventa un problema?
- In caso di opacità del cristallino di colore bianco-latteo o blu: visita veterinaria per distinguere tra cataratta e sclerosi nucleare
- In caso di diabete mellito diagnosticato: controlli oculistici regolari (l'80% dei pazienti sviluppa la cataratta)
- Per le razze con predisposizione genetica: screening oftalmologico presso l'allevatore
- In caso di evidente peggioramento della vista (difficoltà di orientamento, inciampi, esitazioni al buio)
- Per i cani da riproduzione: test del DNA per individuare le mutazioni responsabili della cataratta prima dell'impiego
Applicazione pratica
Tipi di cataratta e conseguenze:
| Tipo | Causa | Approccio terapeutico |
|---|---|---|
| Ereditario | Genetico, specifico per razza | Intervento chirurgico in caso di opacità clinicamente significativa |
| Diabetico | Diabete mellito | Prima controllare il diabete, poi valutare l'intervento chirurgico |
| Traumatico | Lesione agli occhi | Valutazione individuale |
| Sclerosi nucleare (non è una cataratta!) | Dovuto all'età, innocuo | Non è necessario alcun trattamento |
| Secondario (uveite, glaucoma) | Altre patologie oculari | Trattare la patologia di base |
Fasi della diagnosi: 1. Visita oftalmologica (biomicroscopia, fondo oculare) 2. Elettroretinogramma (ERG): valutazione della funzionalità retinica prima dell'intervento 3. Misurazione della pressione intraoculare: escludere il glaucoma 4. Emocromo, glicemia: screening per il diabete
Errori comuni e miti
- «Gli occhi opachi del mio vecchio cane sono causati dalla cataratta.» La sclerosi nucleare è un’opacizzazione del cristallino legata all’età, innocua e che non comporta una significativa compromissione della vista — e non è una cataratta. La diagnosi deve essere effettuata dal veterinario.
- «Aspetterò a sottoporre il mio cane all'intervento finché non sarà completamente cieco.» Le lenti catarattose troppo mature possono rilasciare sostanze lisi e causare infiammazioni (uveite facogena). Un intervento precoce offre una prognosi migliore.
- «Gli interventi agli occhi nei cani sono troppo rischiosi.» Se eseguita su pazienti accuratamente selezionati e in centri specializzati, la facoemulsificazione è una procedura consolidata con un tasso di successo funzionale superiore al 90%.
Stato dell'arte nel 2026
La facoemulsificazione è il gold standard nella chirurgia della cataratta nei cani — una tecnica equivalente a quella utilizzata nell'oftalmologia umana. Per un numero sempre maggiore di razze vengono identificati marcatori genetici relativi alle varianti ereditarie della cataratta; per molte razze sono disponibili test del DNA. La cataratta diabetica rimane una sfida particolare, poiché la rapida progressione della malattia rende difficile pianificare l'intervento chirurgico in tempo utile.
Domande frequenti
Come si riconosce la cataratta nei cani?
Opacità di colore bianco-latteo o grigio-bianco del cristallino, visibile alla luce diretta. Alterazioni della vista: difficoltà di orientamento, inciampi, esitazione sui gradini o al buio. Attenzione: la sclerosi nucleare presenta un aspetto simile, ma non compromette quasi per nulla la vista. La diagnosi differenziale va effettuata dal veterinario con l’oftalmoscopio.
È possibile curare la cataratta nei cani?
Sì — tramite facoemulsificazione (frantumazione con ultrasuoni del cristallino opacizzato e impianto di una lente artificiale). Tasso di successo superiore al 90% nei pazienti operati precocemente con retina sana. Requisito: elettroretinogramma per escludere patologie retiniche prima dell'intervento.
Un cane affetto da cataratta deve sempre essere operato?
Non è obbligatorio. Si possono osservare casi di cataratta monolaterale con una buona visione nell'altro occhio. Indicazioni chirurgiche: cataratta bilaterale, significativo peggioramento della vista, cane giovane, cataratta diabetica (rapida progressione). Discutere la decisione individualmente con l'oftalmologo.
Termini correlati
- Malattie oculari nei cani
- Il diabete nei cani
- Cecità nei cani
- Malattie ereditarie nei cani
- Il glaucoma nei cani
Fonti e bibliografia consigliata
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Davidson, M. G., & Nelms, S. R. (2013). Malattie del cristallino e formazione della cataratta. In K. N. Gelatt, B. C. Gilger, & T. J. Kern (a cura di), Oftalmologia veterinaria (5ª ed., pp. 1199–1233). Wiley-Blackwell. ISBN 9780813812250.
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Gelatt, K. N., & MacKay, E. O. (2003). Prevalenza della cataratta primaria legata alla razza nei cani. Veterinary Ophthalmology, 8(2), 101–111. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14738502/
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Sigle, K. J., & Nasisse, M. P. (2006). Complicanze a lungo termine dopo la facoemulsificazione per la rimozione della cataratta nei cani: 172 casi (1995–2002). Journal of the American Veterinary Medical Association, 228(1), 74–79. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16426193/


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