Emergenza e primo soccorso

Crisi epilettica nel cane: segnali di allarme e prima valutazione

Una crisi può essere un serio segnale di avvertimento o un'emergenza nel cane. Sono determinanti le condizioni generali, la respirazione, la coscienza, il dolore, la circolazione, l'emorragia, la temperatura e il decorso.

Cosa si intende per crisi epilettica nel cane?

Una crisi epilettica nel cane è un evento neurologico che insorge improvvisamente, solitamente di breve durata, causato da un'eccessiva eccitazione patologica delle cellule nervose nel cervello. Dal punto di vista clinico, si manifesta spesso come una crisi convulsiva generalizzata con perdita di coscienza, contrazioni muscolari, salivazione e perdita di urina o feci. Esistono anche crisi focali con contrazioni di singole parti muscolari, sguardo fisso o cambiamenti comportamentali.

Le crisi epilettiche sono un sintomo, non una diagnosi. Nel 2015 l’International Veterinary Epilepsy Task Force (IVETF) ha istituito un sistema di classificazione uniforme. Ogni crisi epilettica che si verifica per la prima volta deve essere valutata da un veterinario. Una crisi di durata superiore a 5 minuti o più crisi consecutive senza intervalli di recupero sono considerate uno stato epilettico, un’emergenza potenzialmente letale.

Contesto + inquadramento scientifico

I rapporti di consenso dell'IVETF di De Risio et al. (2015) e Berendt et al. (2015) definiscono l'epilessia come la presenza di almeno due crisi non provocate a distanza di più di 24 ore l'una dall'altra. Si distingue tra epilessia idiopatica, epilessie strutturali (tumore, infiammazione, trauma) e crisi reattive (metabolismo, tossine).

L'approccio diagnostico segue un sistema a tre livelli: Livello I basato sull'anamnesi e sull'età (insorgenza tipica tra i 6 mesi e i 6 anni), Livello II con l'aggiunta di esami ematici, Livello III con risonanza magnetica e analisi del liquido cerebrospinale. La risonanza magnetica e l'analisi del liquido cerebrospinale sono indispensabili in caso di età di insorgenza atipica, anomalie neurologiche tra una crisi e l'altra o stato epilettico.

Dal punto di vista epidemiologico, l'epilessia idiopatica è la malattia neurologica più comune nei cani, con una prevalenza dello 0,6-0,75% (Kearsley-Fleet et al. 2013). Le razze con una maggiore predisposizione sono il Border Collie, l'Australian Shepherd, il Pastore Belga e il Beagle.

Vitomalia - Posizione

Il nostro consiglio è chiaro: in caso di primo attacco, recatevi dal veterinario. Anche se in seguito il cane sembra stare bene, è fondamentale effettuare un accertamento diagnostico. Per i cani affetti da epilessia è utile tenere un diario degli attacchi – con data, ora, durata e sintomi premonitori – poiché rappresenta lo strumento diagnostico più importante per il veterinario.

Ci opponiamo fermamente alla banalizzazione del problema e all’automedicazione con rimedi casalinghi. Le crisi epilettiche sono una questione medica.

Quando un attacco in un cane diventa critico?

Situazioni concrete della vita quotidiana che costituiscono un'emergenza:

  • Crisi di durata superiore a 5 minuti – stato epilettico, recarsi immediatamente al pronto soccorso
  • Diverse crisi epilettiche nell’arco di 24 ore senza completo recupero – crisi a grappolo, anch’esse un’emergenza
  • Primo attacco in un cane di età inferiore ai 6 mesi o superiore ai 6 anni
  • Crisi in seguito a sospetto avvelenamento o trauma – vedi Avvelenamento nel cane
  • Cambiamento comportamentale tra un attacco e l'altro – Indizio di una causa strutturale

Sebbene non siano acuti, i primi brevi attacchi nei cani in età tipica di insorgenza della malattia richiedono comunque un accertamento urgente.

Applicazione pratica – Cosa fare durante una crisi?

  1. Mantenete la calma: durante la crisi il cane è incosciente e non si rende conto di nulla. Il panico non aiuta nessuno.
  2. Metti in sicurezza l'ambiente circostante: sposta i mobili, rivesti gli spigoli vivi, proteggi le scale.
  3. Non trattenerlo, non mettergli nulla in bocca: i cani non si ingoiano la lingua. Trattenerlo aumenta il rischio di lesioni.
  4. Misurare il tempo: avviare il cronometro – la durata è determinante ai fini diagnostici.
  5. Se possibile, registrare un video: un video è di grande aiuto per la classificazione.
  6. Dopo la crisi: ambiente tranquillo e in penombra. Nel periodo post-crisi sono normali disorientamento, fame e cecità temporanea.
  7. Contattare il veterinario: se la durata supera i 5 minuti o in caso di episodi a grappolo, immediatamente; altrimenti entro la giornata.

Errori comuni e miti

  • «Il cane si è inghiottito la lingua»: anatomicamente impossibile. Non mettere nulla in bocca: pericolo di lesioni.
  • «Un attacco equivale a epilessia»: falso. Solo due attacchi non provocati a distanza di oltre 24 ore definiscono l’epilessia (IVETF 2015).
  • «In caso di crisi, spruzzare subito acqua sul muso»: inutile e pericoloso. Il cane è privo di sensi.
  • «Il CBD cura l'epilessia»: McGrath et al. (2019) forniscono prove moderate – non sostituisce la terapia veterinaria.
  • «Un cane epilettico non deve essere addestrato»: ridurre lo stress sì, ma l'attività fisica rimane importante.

Stato dell'arte nel 2026

Il corpus di studi sull'epilessia idiopatica è solido. Il fenobarbital e l'imepitoina sono considerati anticonvulsivanti di prima linea (Bhatti et al. 2015). Studi recenti sul cannabidiolo (McGrath et al. 2019) mostrano primi indizi di efficacia adiuvante – l’evidenza è limitata. La ricerca genetica identifica varianti genetiche in singole razze (ad es. LGI2 nel Lagotto Romagnolo, Seppälä et al. 2011). Rimane aperta la questione della terapia nei pazienti resistenti ai farmaci.

Domande frequenti

Quanto dura un attacco tipico?

Le crisi generalizzate durano solitamente dai 30 secondi ai 2 minuti. Qualsiasi durata superiore ai 5 minuti costituisce uno stato epilettico ed è un'emergenza.

Come si comporta un cane dopo una crisi?

Fase post-convulsiva caratterizzata da disorientamento, stanchezza, fame, sete e, talvolta, cecità temporanea – può durare da pochi minuti a diverse ore. È un fenomeno prevedibile.

Quando un attacco è un'emergenza?

Crisi >5 min, crisi multiple nell'arco di 24 ore senza recupero, prima crisi in età atipica, crisi a seguito di possibile avvelenamento o trauma. Rivolgersi immediatamente al veterinario.

Il mio cane affetto da epilessia può condurre una vita normale?

Se la terapia è ben regolata, molti cani godono di una qualità di vita quasi normale. La frequenza e la gravità delle crisi sono determinanti.

Termini correlati

Fonti e bibliografia

  1. Berendt, M., Farquhar, R. G., Mandigers, P. J. J., et al. (2015). Rapporto di consenso della task force internazionale sull’epilessia veterinaria relativo alla definizione, alla classificazione e alla terminologia dell’epilessia negli animali da compagnia. BMC Veterinary Research, 11, 182.
  2. De Risio, L., Bhatti, S., Muñana, K., et al. (2015). Proposta di consenso della Task Force internazionale sull'epilessia veterinaria: approccio diagnostico all'epilessia nei cani. BMC Veterinary Research, 11, 148.
  3. Bhatti, S. F. M., De Risio, L., Muñana, K., et al. (2015). Proposta di consenso dell’International Veterinary Epilepsy Task Force: trattamento farmacologico dell’epilessia canina in Europa. BMC Veterinary Research, 11, 176.
  4. Kearsley-Fleet, L., O'Neill, D. G., Volk, H. A., et al. (2013). Prevalenza e fattori di rischio dell'epilessia canina di origine sconosciuta nel Regno Unito. Veterinary Record, 172(13), 338.
  5. McGrath, S., Bartner, L. R., Rao, S., et al. (2019). Studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato volto a valutare l'effetto della somministrazione orale di cannabidiolo, in aggiunta al trattamento antiepilettico convenzionale, sulla frequenza delle crisi epilettiche nei cani affetti da epilessia idiopatica intrattabile. JAVMA, 254(11), 1301-1308.
Wissenschaftliche Einordnung

Manuale veterinario MSD/Merck; uso esclusivo veterinario